Eccellente (e onestissima) intervista di Vittorio Zambardino a Nicola D’angelo, consigliere dell’Autorità per le comunicazioni. In questi giorni infatti si (ri) discute l’assetto della rete in Italia e la sua regolamentazione. Tra le frasi significative:
Noi saremo l’unico paese che delega la materia della regolazione, oltreché della vigilanza, ad una autorità amministrativa. Negli altri paesi sono stati i parlamenti a discutere, si è intervenuti con lo strumento legislativo. E in generale ci si è mossi tenendo, come modelli di intervento, due possibili modalità: la regolazione per via legislativa oppure l’autoregolamentazione dei soggetti coinvolti.(…) La discussione di carattere legislativo sarebbe più idonea a trattare questi aspetti, mentre qui da noi vengono deferiti ad un organo di tipo amministrativo che ha forme di responsabilità più blande. (…) Per tutti gli aspetti giuridici che questo problema solleva, la materia sarebbe da maneggiare con grande attenzione considerando i diritti fondamentali che sono chiamati in causa. Non come una mera vicenda amministrativa. Sono diritti fondamentali che si esercitano sulla rete, così come riconosciuto dall’Unione Europea.
E poi la mia preferita:
Io non ho una visione “religiosa” di internet, ma devo dire che non si è capito il mezzo, o forse si ha paura della concorrenza rispetto ad altre piattaforme tecnologiche e soprattutto il potere ha paura delle espressioni libere che sul web si possono manifestare e non controllare.

