Poi, a un certo punto, è arrivato il digitale terrestre, e malgrado la follia del sistema (delirante, perché prevede ancora l’uso di radiofrequenze invece del cavo, con enorme dispendio per chi trasmette, maggiore disagio per chi riceve e incertezza del servizio) mi è parsa una buona notizia. Ho perfino dismesso la mia vecchia Tv per l’occasione: fosse che fosse?
All’inizio pareva uguale, col telecomando più lento e l’immagine più bella. Poi (qua in Lombardia lo switch off è stata un’operazione infinita, tuttora in corso) hanno iniziato a comparire nella mia Tv dei canali interessanti: BBC news, Rai Extra (che trasmetteva i programmi con 24 di ritardo: Santoro il Venerdì, la Gabbanelli il lunedì, etc.), Telemarket in digitale (ancora più bella), la Tv svizzera (imperdibile), Iris (che spesso trasmette dei bei film con poca reclàme). E soprattutto sarebbe partito un servizio che aspettavo da anni: il doppio canale audio con opzione lingua originale. Tutto prometteva bene.
Sfortunatamente però non è andata bene per niente, e la lista è infinita. Iniziamo dalla Rai: da qualche settimana è scomparsa Rai Extra, rimpiazzata da un fantomatico canale culturale – Rai5. L’offerta è qui (su un sito malfatto, senza link o con link sbagliati, coi programmi segnalati male), e potete vederla tutti. Se cliccate su Rai4, canale il cui direttore Carlo Freccero non manca mai di vantarsi, e date un’occhiata ai programmi, capite come mai penso male di Freccero, del suo parrucchiere (che lo detesta) e degli intellettuali in Tv (con alcune rare eccezioni). Il resto è noia, con qualche interessante reperto su Rai Storia e basta. Il canale per bambini si chiama Rai Gulp: signore loro, perché li hai abbandonati?
Mediaset: massiccissima l’offerta di merce a pagamento, di qualsiasi genere – dall’attrezzo ginnico chiaramente nocivo al pornazzo tettonato. Il resto è un frattale dei soliti 4, 5 e 6 (i canali più brutti del mio telecomando, dalla fotografia ai contenuti). Curiosamente Rete4 ha iniziato a trasmettere i film con l’audio doppio. E’ l’unico caso in Lombardia – ho verificato – e non è annunciato da nessuna parte: a volte sì, a volte no, si va a culo.
Il resto è silenzio (cit.), minestre riscaldate, repliche di programmi scadenti, morte civile. Il ritorno definitivo alla realtà è avvenuto a fine novembre, col passaggio definitivo e la risintonizzazione: a casa mia non si vedono più Iris, gli svizzeri e la BBC. Da quel giorno la folla di morti viventi (in un demoniaco Quarto Stato con Giovanni Minoli in testa, zombi panzone) ha conquistato la mia nuova Tv, infettandola di voodoo cafone.
Ringraziando il signore (sempre il loro, che io uno mio non lo voglio) però c’è Hulu. E se Hulu vi dice “Sorry, il servizio è disponibile solo negli USA” voi rispondetegli: “Sai che c’è, a Hulu? Io navigo con Hotspot shield (che ti fa credere che sto nel Minnesota) e ti faccio fesso in un attimo (e su Hulu, a cercare bene, c’è da passare almeno un inverno senza vedere mai Bruno Vespa).

