Poi ieri ho deciso di fare una cosa nuova: comperare dei file Mp3 da Amazon, che li vende. Mi pareva una scelta migliore di iTunes, che li offre protetti. Entro in Amazon.com (Usa) e al check out mi si dice che, essendo italiano, non potevo comperarli. Leggermente indignato vado su Amazon.co.uk, che pure mi nega l’acquisto. Mi incazzo e gli scrivo:
Hello,
is there a reason why I cannot purchase mp3s from your website? Should I download them from Emule instead? This policy is hurting the music business: until file sharing will be simpler than legal purchases the problem will persist.
Dopo manco un’ora mi arriva la risposta:
On checking the address associated with your Amazon.co.uk account I understand that you are residing in Italy. Please understand that at this time mp3 downloads are only available to customers within the UK (including, Northern Ireland, the Channel Islands and the Isle of Man). This is due to publishing and licensing agreements with our digital music partners. We continue to work towards making the service available in other countries. This is the reason why you were unable to place the order for Music download. Customers in the United States can purchase MP3 downloads from Amazon.com.
Qualcuno sa mica come si dice “Mortacci vostri” in inglese?
Update: Gli ho appena scritto che li boicotto: basta Amazon, e se fossi in voi non solo farei lo stesso ma, se siete titolari di un account, glielo segnalerei via email.


non trovi tutto ma trovi gratise e legalmente scaricabbile su http://www.downlovers.com
può essere che per vendere gli mp3 in italia debbano chiedere alla siae? se si, è facile che quegli strozzini abbiano chiesto cifre spaventose e gli inglesi abbiano risposto col gesto dell’ombrello.
Sergio,
lasciami togliere questa soddisfazione: l’ho fatto quasi un anno prima di te (cercare di comprare mp3 da amazon, non riuscirci, incazzarmi, scrivere, etc..)! Tra l’altro è un tipo di acquisto interessantissimo, ti permetterebbe di portarti a casa Jerusalem degli Sleep con 0.99c, dato che si tratta di una canzone lunga tutto un album. Al contrario, immagino che nessuno acquisterebbe più i minutemen con i loro dischi da 30/40 canzoni da un minuto e mezza l’una.
Stammi bene in quella landa di barbari.
il problema sono i DRM, ma non i Digital Rights Management (sistemi di protezione inutili, tanto che basta convertire il file da un formato all’altro per inattivarli per sempre), ma altri DRM ben più antichi e durevoli: i Diritti di Riproduzione Meccanica (mechanicals rights o semplicemente mechanicals nel mondo anglosassone) che in Italia sono rappresentati dal famigerato bollino Siae applicato su tutti i supporti.
Nel vecchio continente vengono raccolti e ripartiti dalle società tipo Siae IT, Sgae ES, Gema DE, Mcps UK. Nei States è ancora più complesso (o fore più semplice, non l’ho mai capito): lì infatti vengono generalmente raccolti direttamente dalle case discografiche e/o editori e versati agli artisti. Il problema dei mechanicals su internet è che il diritto di riproduzione viene generato tecnicamente quando il file si “materializza” sul tuo hard disk. Se il tuo hard disk è in Italia i diritti spetta alla Siae incassarli. Amazon UK avrà fatto un accordo con la MCPS quindi di fatto non può “materializzare” file su hard disk fuori dalla sua giurisdizione, perché questo genererebbe diritti di riproduzione meccanica che dovrebbe raccogliere una società diversa dalla MCPS e con cui Amazon UK non ha rapporti. Certo tu ora sei negli States e quindi Amazon.com dovrebbe consentirti di scaricare. Il problema però è che tu non sei residente lì, non hai una carta di credito americana etc.
E’ un problema difficilmente aggirabile se non con l’eliminazione in toto dei diritti di duplicazione sui file. Ma così agli autori non arriverebbe più nulla, mentre le label continuerebbero a vendere. Oltretutto il conteggio dei mechanicals ad oggi consente un vago controllo da parte degli autori che possono verificare quanto copie siano state effettivamente stampate (di un disco) o quanti download eseguiti. Quindi se la casa discografica ha stampato 100000 cd (generando mechanicals per 100000 copie) ma dice di averne venduti solo 1000, deve farmi vedere che gli altri 99000 cd sono in magazzino. Sul download non so quanto possa servire, ma certamente per molti autori i mechanicals rappresentanto ancora una parte cospicua dei loro guadagni. Che fare? Sopprimere le società di raccolta e far pagare direttamente i diritti da Amazon alle label e publishers come nel nuovo continente? Lasciare alle Siae solo i diritti di esecuzione? E alla Siae chi glielo dice? E se poi la label fallisce prima di pagare gli autori? Agli autori chi glielo dice? :)
P.S.
Pensa che Amazon fa così schifo che non ti permette nemmeno di vendere i tuoi libri usati se non sei residente negli States o hai un conto in banca lì. Idem per Amazon UK: devi essere di fatto residente nel Regno Unito. Questo però non c’entra nulla con i diritti meccanici, immagino siano questioni fiscali altrettanto intricate.