Chi mi conosce sa che non vado molto d’accordo coi partiti, e intendo la politica in una maniera totalmente differente da come fanno loro. Pur restando assolutamente fermo in questo mio atteggiamento, che trova nuovo vigore quasi ogni volta che un politico perde l’occasione per starsene zitto (come se certe fregnacce non le stesse dicendo in pubblico), non posso non registrare una piccola, incoraggiante novità. I socialisti dello SDI, quelli di Boselli, si sono consorziati coi Radicali. Fin qui nessun brivido: è tutta gente pratica nell’arte del balletto moderno. La cosa interessante sono i primi due punti del programma di questa nuova forza politica (almeno fin’ora): la laicità dello stato (con relativa e sacrosanta revisione del concordato) e l’antiproibizionismo. Ovviamente siamo ben lontani dalla perfezione: “Tony Blair, Loris Fortuna e José Luis Rodriguez Zapatero sono i riferimenti scelti per un nuovo e creativo progetto per le libertà.” Che è un po’ come dire Totò, Peppino e Jimi Hendrix.
Inoltre nella homepage del sito radicali.it il nome del segretario Capezzone (inguardabile, un radicale imprigionato nell’aspetto di un secchione) compare 10 volte di cui 5 in grassetto, più altre due per pubblicizzare dei suoi libri: un perfetto Berluschino radicale. E Boselli, benché si sforzi molto (e faccia riferimento a una nobile tradizione, quella socialista pre-Craxi), continua a sembrarmi poco convincente. Però che due forze politiche (magari consigliate da qualche stratega ben pagato) abbiano deciso di puntare su questi slogan mi pare una bella notizia: vuol dire che Laico e Antiproibizionista sono parole attraenti anche per qualcun altro, oltre me.

