E così hanno vinto i tassisti: niente aumento delle licenze o delle macchine, nessuna diminuzione delle tariffe (e nessuna sanzione per gli orrendi disagi imposti ai cittadini e i diversi episodi di violenza corporativa delle ultime settimane). L’unica cosa che cambia è una liberalizzazione dei turni, a discrezione degli autisti e dei comuni, e comunque realisticamente non oltre un certo tetto: chi guida un taxi ha la responsabilità del passeggero, quindi non può certo lavorare 20 ore al giorno.
Insomma il flatulo governicchio che ci ritroviamo, pieno di grandi manager pubblici come Bersani, ha fatto una bella conversione a U dandola vinta ai tassisti – e quindi in culo alla clientela. Il messaggio ora è chiarissimo:

e può fare come cazzo gli pare, che tanto il tuo governo se ne fotte.

