Pasqua di lutti continui: Jannacci & Califano (bizzarramente uniti dalla morte), ma anche Phil Ramone (produttore di moltitudini di album stranoti) e Hugh McCracken. Dei primi due ho veramente amato il primo, di un amore infantile e incondizionato, sbocciato durante le sue indimenticabili apparizioni nella noiosa (benché ben fatta) tv italiana degli anni ’60: una voce strepitosa e una fisicità stratosferica, sublime – tra Buster Keaton e Karl Hyde degli Underworld (chi non ci crede si guardi questi saltelli). Jannacci ha illuminato la mia infanzia: impagabile (tra i miei amici si consiglia questo brano da pimp meneghino). Del Califfo mi piace sempre ricordare la risposta che diede quando qualcuno notò la stranezza delle sue difficoltà economiche, ricordandogli che nella vita aveva guadagnato bene: “M’ii so’ magnati”.
Dei secondi due invece ho davvero apprezzato il secondo, chitarrista stratosferico e efficacissimo, nonché sideman di extralusso per una delle mie band totemiche, gli Steely Dan. In particolare c’è un loro brano, Hey nineteen, dove McCracken brilla per esattezza e efficienza. Qualcuno ha pispolato sul master per far saltare fuori proprio la sua parte, e ha postato il risultato su Youtube (special thanks a Andy C.). RIP everybody!

