Nell’epoca di Internet diventa imprescindibile una regola base della scrittura di propaganda: attenzione all’effetto boomerang. La frase “La Cocaina è diabolica: fa sentire lucidi, euforici e onnipotenti” andrebbe utilizzata con accortezza, avendo effetti molto diversi a seconda del lettore. E se si pubblica in rete, si moltiplicano le possibilità che sortisca l’effetto opposto e incuriosisca qualcuno: chi non vorrebbe sentirsi così, anche solo per provare? Mi pare che la stessa regola si applichi all’articolo pubblicato in prima pagina sul Foglio del 3 giugno scorso, che inizia così:
C’è un Comune alle porte di Milano dove il sindaco spiegherà ai cittadini che al referendum sulla devolution bisogna votare contro. Un Comune combattente, che ha boicottato la Coca Cola sul suo territorio per difendere i sindacati colombiani. Un Comune, in compenso, che ha vietato di mettere la croce sulle tombe del cimitero. Bollate, Italia.
Se il Foglio fosse distribuito esclusivamente ai proprietari (tra cui Berlusconi e famiglia, anche se lo finanziamo noi) non ci sarebbero problemi di interpretazione. Ma dato che poi finisce online, e quindi in mano a tutti, Giulianone dovrebbe essere più cauto. Perché a me questa pare un’ottima notizia (a parte la croce: ognuno sulla propria tomba ci mette il cazzo che vuole), e Bollate è immediatamente salita in cima alla top ten dei miei comuni lombardi preferiti. (grazie a Roxie per la segnalazione)

