Tra le mie grandi passioni recenti c’è la pittura nord-europea del 1400, in particolare fiamminga e tedesca. Mi piace per mille motivi, tra cui che lavoravano come degli artigiani, per scopi pratici (ritrarre la gente com’era e creare immagini sacre). Uno spirito che oggi mi pare di trovare solamente negli illustratori, alcuni dei quali – come Riccardo Mannelli – sono dotati di una tecnica furibonda, che però mettono al servizio di uno scopo pratico: nel caso di Mannelli ritrarre le persone come sono (però lievemente amplificate, e qui sta la sua arte). Uno dei grandissimi illustratori del secolo appena finito è Norman Rockwell, autore di migliaia di copertine del Saturday Evening Post. La sua tecnica sovrumana insieme all’inventiva scoppiettante sono diventate ovvie con la sua fama planetaria, ma restano sconcertanti. Quello che non sapevo però è che NR fosse anche un pittore, e notevole. Stamattina, girando nei newsgroup di arte, ho trovato una riproduzione di questo quadro:
Si intitola The Problem We All Live With (clicca per vederlo più grande), e Rockwell l’ha dipinto nel ’64. Ritrae una bambina di colore costretta ad andare a scuola sotto scorta per via dei disordini razzisti nel sud dell’America. Sul muro di sfondo si legge la scritta Nigger. Mi pare un quadro proprio magnifico; coniuga uno sguardo particolare, su un problema sociale grave, con una tecnica così perfetta da essere quasi incredibile: clicca sull’immagine qui sotto per ingrandire i dettagli.



