Qualche tempo fa ho iniziato a giocherellare con foto di facce usando Photoshop; il primissimo tentativo fu un piccolo Berlusconi (nel 2001) e poi Cofferati l’anno scorso, ma sempre usando la stessa tecnica: trovare una foto abbastanza frontale, dividerla in due metà verticali e poi ottenere due facce combinando le due metà con copie speculari di ciascuna. Una tecnica classica su cui si è molto scritto e che affascinava particolarmente mia madre. Poi, qualche tempo fa, ho avuto l’idea di dividere le immagini in striscioline digitali, per allargarle. Così ho ottenuto il Borghezio. Uno sviluppo di questa tecnica è quello di strisciolinare solo alcune parti dell’immagine, come accade a Calderoli e D’Alema (al quale ho anche sottratto una fetta di mento). Poi stasera, in un raptus, ho prodotto un Bondi (che è del mio stesso anno, il 1959), di cui questa è una miniatura (clicca per ingrandire). Qui a queste tecniche ne è applicata una ulteriore: dopo aver strisciolinato e separato tutto (tranne la faccia) ho ricomposto l’immagine copiando e incollando le striscioline (anche della faccia) nelle parti mancanti. Il risultato è Bondi e il suo doppio, con una testona immensa e svariate pappagorge (cioè quasi uguale).

