
Nella mia ultima entry di agosto si parla di Pete Townshend, indimenticabile chitarrista e mente degli Who, nonché prototipo di rocker per milioni, tra cui i Clash. E’ una figura che ho sempre ammirato, per mille ragioni: grande chitarrista, un innovatore, ha scritto alcuni degli inni della generazione prima della mia, e anche della mia. Ha fatto parte di una delle band più brave e sfrontate mai esistite, gli Who, capaci di sfasciare metodicamente le stanze d’albergo ma anche di costruire grandi e complessi congegni musical-narrativi, tra i pochi degni di essere ricordati. In primis Quadrophenia, visionaria opera Mod, e poi ovviamente Tommy. Ho sempre pensato che Pete fosse una persona profondamente bella, che avrei voluto conoscere meglio.

