Nell’era della distribuzione via rete, molte ditte di software hanno dotato i loro prodotti di una caratteristica nascosta ma notevole: essere bravi figlioli. E come tutti i figli perbene anche loro chiamano regolarmente casa. Ma non per far sapere come stanno: macché, pare che invece parlino di noi. La cosa è piuttosto diffusa, e nota proprio con questo termine tenero: phoning home.
In fondo è possibile e per nulla difficile. E quando queste due variabili s’incrociano c’è sempre da drizzare le orecchie. Un classico è Photoshop, che dalla versione 5, al primo avvio dopo l’installazione chiama casa (si collega con la Adobe) e comunica diverse informazioni tra cui il numero di serie. Ma gli esempi solo molti e molto più malevoli: possono inviare dalle statistiche di navigazione al profilo utente completo, nel caso abbiate incautamente riempito la scheda personale del vostro sistema operativo. Fortunatamente ci sono delle soluzioni. Per Mac c’è Little snitch, che per $ 24,95 vi avvisa quando qualche applicazione cerca di chiamare casa. Il dubbio sorge spontaneo: chi impedirà a Little snitch di chiamare la sua e raccontargli i cazzi miei?

