Una delle cose che più mi colpiscono della nuova destra italiana è la scarsa consapevolezza di sé. Dicono di essere i moderati: ma non si sentono quando parlano? A voler essere benevoli si possono definire brillanti, volenterosi, baldanzosi, invasati, ma moderati proprio no. Da Borghezio a Scajola, fino a Calderoli e Nania, tutto mi sembrano tranne che moderati. In particolare Forza Italia non ha nulla di moderato; e i peggiori sono proprio quelli dall’aria pia e serafica, come il Presidente del Senato Pera che ha recentemente pubblicato un Manifesto per l’Occidente forza di libertà (di cui su Internet non c’è traccia, per fortuna) in cui c’è una frase che vorrei commentare: “l’Occidente non sa più riconoscersi, vive una crisi di identità che è di valori ed è spirituale”.
Dice? A me pare che siano solo i cattolici a vivere questa crisi. Personalmente, da ateo, ho valori saldissimi – che però non contrappongo a quelli di altre religioni. Tra questi le cito la tolleranza, la certezza che il mio sistema non sia il migliore per tutti ma solo per me, la difesa delle differenze, il principio della sostanziale unità del mondo e del diritto inalienabile delle persone a spostarsi liberamente per perseguire pace, prosperità e libertà, in qualsiasi forma a loro sembri tale (incluso indossare il chador, il cappellone da suora o la kippah). Tra i miei valori c’è anche quello di cercare di dialogare con gli altri perfino se questi non mi capiscono – come sto facendo con lei. So che ci sono delle differenze, che non sarà facile ma so anche che è l’unica strada possibile. L’alternativa è la terza guerra mondiale. Personalmente considero il mio scarso attaccamento a molti dei suoi valori un successo evoluzionistico, altro che crisi.
Ma è la sua soluzione che mi raggela: “Bisogna ritrovare le radici Cristiano-Giudaiche dell’Europa”. In che senso, Presidente? Voi Cristiani tenevate i Giudei sotto chiave, letteralmente, fino a qualche anno fa, e solo fino a pochi anni prima bruciavate la gente che dissentiva. Il potere della Chiesa nei secoli ha significato il pensiero unico, la soppressione del dissenso e una vita di sangue e lacrime per quelli come me. Solo il pensiero laico, negli ultimi duecento anni, ci ha fatto uscire da questo medioevo. E pur non essendo un antropologo culturale, mi pare che sia proprio la laicità a mancare in certe parti del mondo musulmano, dove oggi si pensa come si pensava qui qualche tempo fa (e infatti ho il sospetto che tra voi vi capiate). L’idea che a questo radicalismo religioso se ne contrapponga un altro mi terrorizza (e mi conferma che non solo vi capite, ma siete necessari l’uno all’altro). Che lo si faccia in mio nome poi è intollerabile. Infatti per precauzione domani mi sbattezzo.

