Oltre ai molti link e adesioni, la mia campagna antipiccione ha avuto delle critiche. Si dividono perlopiù in due categorie: gli animalisti, che sostengono (a ragione) che l’aviaria l’abbiamo provocata noi e che quindi è colpa nostra, e i contadinisti, che sottolineano (anche loro a ragione) come non ci sia relazione tra l’influenza aviaria e il fetido volatile inurbato, e che sull’aviaria si stia facendo troppo chiasso. In particolare il mio amico Fumo, che nel suo agriturismo credo abbia anche delle galline, mi scrive:
“In Italia il virus dei polli è sempre esistito, è cronico e spesso era l´unica occasione per le famiglie povere di mangiare la carne delle ovaiole da cui un detto che è popolare in molte regioni italiane: “Il pollo si mangia in due casi: quando stai male tu o quando sta male lui” altrimenti l´ovaiola era risparmiata perche “e´meglio un uovo oggi…” che con “tengo famiglia” dovrebbe essere ricamato su ogni tricolore.”
E siccome, pur essendo un uomo country, Fumo conserva delle abitudini sane, aggiunge: “Se odi i piccioni fai bene, pensa che io odio i cigni (che davvero portano l’aviaria, ndr) ma sto zitto e quando non mi vede nessuno li piglio a calci nel culo, ma non alimentare questa campagna di fuffa che serve solo a fare i titoli sui giornali.” E allora, per chiarezza, diciamolo: tra le mille ottime ragioni per detestare i piccioni NON, ripeto NON, c’è l’influenza aviaria (per adesso). Invece mangiate i polli senza timore, specie se cotti (se invece vi fate il sushi di pollo crudo forse vi meritate la gastrite). Se però mangiate i piccioni di città, dovreste consultare un dottore – o forse direttamente un medico legale.
Infatti Fumo chiosa: “Qui (in Umbria, dove vive) i piccioni sono pasciuti e bei puliti e passeggiano tranquilli per il paese, quando poi la comunita´montana decide che sono in sovrannumero decretano il numero dei capi da abbattere, i miei paesani sono superfelicioni di poter sparacchiare impunemente, la sera si mangia piccione arrosto (ottimo!)” Aldilà dell’orrore alimentare (però sterile perché arrostito) non posso non cogliere la lieta novella: esiste dunque un numero di piccioni oltre il quale scatta l’abbattimento. E qui a Milano quando arriva, che pulisco la lupara?

