Marrone?

Ho scritto su Facebook che per me l’unica definizione cromatica possibile per questo governo è Marrone. Qualcuno ha dissentito, come è naturale. Tra i miei preferiti ci sono gli Almenisti (che si definiscono realisti e chiamano gli altri irrealisti o peggio): “Beh, almeno questo è migliore del precedente”. Forse lo è, ma per dimostrarlo bisogna usare migliaia di parole. Il marrone invece si spiega molto più facilmente.

Questo è un governo Politico e un pochino anche tecnico, fatto col bilancino per non scontentare le correnti dei vari partiti (le correnti, maledetti), pieno di gente che ha già fallito, inesistente, incolore, ininfluente a vita. A questi sono stati affiancati alcuni “tecnici” tutti di una qualche area – un buon esempio è Marta Cartabia, neoministra della giustizia, “considerata vicina al movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione”, insomma una Formigoniana. Di tutti questi tecnici si è sottolineata l’appartenenza: uno è Renziano, l’altro Toninelliano, ecc. Non mi dilungo sui riconfermati, tanto lo sappiamo tutti com’è Di Maio. Un governo Marrone a tutto tondo.

Poteva fare meglio? Avoglia se poteva: 23 ministri tecnici e 4/5 vice-ministri politici (che avrebbero pututo finalmente imparare qualcosa), un governo di esclusiva valenza Pandemico-economica per fare le tre cose che ci aspettiamo tutti: gestire i vaccini, trattare con l’EU e adottare strategie di crescita. Invece stiamo con Salvini, Gelmini, Franceschini, Giorgini e Berluschini.

L’unico motivo che giustiifica una scelta del genere da parte di Draghi è, quando le cose andranno male, poter dire “È colpa di Brunetta”. Ovviamente mi auguro che riesca a fare bene le cose urgenti di cui l’Italia a bisogno. Ma la Carfagna si vede dal mattino.

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