Come sapete benissimo, essendo gente sveglia, non esistono generi musicali brutti ma solo cattivi musicisti, e qualsiasi musica può essere sublime o orrenda. Questo solo per dire che, perfino se detestate il blues, dovreste conoscere John Lee Hooker (1917 – 2001). Che è un gigante, uno che sta lassù con Totò, Miles Davis, Leonardo da Vinci e pochissimi altri. Poi a me personalmente, che il blues mi parla al cuoricino, il vecchio John Lee (al cui stile è dedicato un mio articolo, e di cui potete ascoltare qui un paio di minuti della immensa Boogie Chillun) pare un nonno, uno zio, un parente che mi vuole bene e mi dice cose sensate (quasi sempre: a volte esagera). L’altro giorno mi sono comperato Burning Hell, preziosa ristampa di un disco uscito nel ’59 in cui Hooker suona la chitarra acustica, non accompagnato, nello stile che si usava quand’era giovane (non dissimile da quello di Boogie Chillun). Musica pazzesca – che se vi piace il blues non dovreste perdere: un disco che pare suonato dal vivo nella vostra stanza. E come sempre, in cima alla musica, c’è la sua voce (che pare proprio venire dall’inferno) che amministra saggezza dritta e illuminante:
Everybody talkin’about that burnin’hell
Ain’t no heaven, ain’t no hell
When I die, where I go, can’t nobody tell.
(Tutti parlano delle fiamme dell’inferno
Non esiste il paradiso, non esiste l’inferno
E quando muoio, dove vado nessuno lo sa)
Parole santissime, zio, e molto attuali.

