Come ho già scritto quasi come se mi pagassero (e occasionalmente lo fanno, ma solo in cambio di lavoro) la Provincia di Bolzano ha spesso iniziative culturali di uno spessore (e a volte innovatività) che a Milano ce le sognamo. E’ il caso di questa serie di incontri (che dura da qualche anno) tesi ad avvicinare persone che amano un certo genere di musica ad altri stili, a volte diversi e distanti. Era il caso di On & On, a cui ho partecipato, in cui i generi coinvolti erano la classica e l’elettronica. Si riparte adesso con Le 5 giornate del Jazz. La formula è interessante: nelle cinque serate si alterneranno cinque esperti e storici del jazz, tutti bei nomi della critica musicale, mentre il quintetto di Paolo Fresu “provvederà alle esemplificazioni musicali – guiderà cioè il pubblico all’ascolto della musica.” Conosco e apprezzo Paolo Fresu da vite precedenti (a una certa età succede di averne vissute varie) e, benché la sua musica appartenga spesso a un’area (il Jazz, quello con la J maiuscola) che non considero particolarmente fertile nel 2005 (come ho scritto in questo articolo), lui riesce quasi sempre a essere sublime. Intelligentemente, lo si mette nella condizione di fare qualcosa di diverso; una cosa che dà spesso buoni frutti. Ah, se solo fosse a Mi invece che a Bizeta…

