Della Valva

Valva Beat, come si prevedeva, è stato una sciccheria: musica meravigliosa, inedita e funky, oltre alla possibilità di ascoltare la crema dei rapper italiani. Le musiche in concorso erano bellissime, e come giurato ho fatto molta fatica a scegliere. Il meccanismo del concorso, giusto ma inesorabile, prevedeva una selezione 32/16/8/4/2/1: un guaio. Ha vinto Oluwong (clicca e scarica la base zippata) di Napoli, la cui base semplicissima è uno headbanger molto notevole. Ma vorrei fare almeno qualche altra menzione: innanzitutto Cefrone, pure di Napoli, il cui beat jazzato e funkistico rimbalza a dovere, poi Fuso di Bari, rullanti storti e grande senso della misura, Ezra (sul quale mi sono astenuto perché ci conosciamo) di Alessandria, sempre signorile, e Detox, de La Maddalena, che mi ha rapito il cuore col suo beat romanticissimo, molto più di un loop – praticamente una canzone.

Gruff ha condito il tutto facendo incontrare queste e altre basi con molti rapper e DJ, alcuni giovanissimi. Mi hanno colpito in particolare Tayotoshi, brillantemente inadatto (per adesso) a MTV, l’anello mancante tra South Park e Flavor Flav, e i Menhir, tre nuoresi inferociti con un flow inarrestabile e gran naso per il funk. Ma tutti, ognuno per un verso, hanno regalato a pacchi: come direttore artistico di rap DJ Gruff è imbattibile.

Spiccavano, per assenza, gli addetti ai lavori non specializzati. Incredibile: per l’Hip hop, che ormai in Italia ha una certa popolarità, questo è stato un evento unico, che qui da noi non ha paragoni in nessun altro genere musicale. E tra i partecipanti ci sono quelli che domani faranno vendere i dischi. Per esempio Tayone, ormai un musicista fatto e finito, e di lusso vero.

Forse la formula andrebbe perfezionata (8 ore di musica e proclamazione del vincitore alle sette del mattino è un filo ardua), ma Valva Beat (e anche scratch e rap) andrebbe annualizzata e poi compilata (nella pagina di Valva Beat si possono scaricare quasi tutte e 163 le basi); oltretutto è un ottimo termometro dello stato del funk nella nazione. Che, grazie al cielo, è ottimo e abbondante.

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