La notizia, secondo me terrificante, è di oggi: in Turchia c’è stato il terzo decesso europeo per influenza aviaria. In Estremo Oriente sono già decine le vittime di questo virus – per il quale ad oggi non esiste una cura efficace. Resta da accertare se la trasmissione della malattia sia avvenuta da animale a uomo o, come si teme, da uomo a uomo. Quindi siamo in presenza di una pandemia, mortale nel 60% dei casi di contagio. “In un ospedale della provincia di Van, nella zona orientale del paese al confine con Iran e Armenia, è morta Fatma Kocyit, 15 anni, sorella del ragazzino ucciso dal ceppo H5N1 del virus a Dogubeyazit. I giovani vivevano in una casa a contatto con polli malati.” (da Repubblica) Ovviamente i media cercano di non diffondere il panico: si sottolinea la distanza dal centro dell’Europa, e la promiscuità delle vittime con gli animali infetti. Due fattori che nel caso di una malattia trasmessa da volatili sono purtroppo quasi completamente irrilevanti. Quanto può impiegare un uccello ad arrivare dalla Turchia a casa tua? Se s’impegna, anche meno di 24 ore. E sulla promiscuità tra umani e uccelli, beh non so se ve ne siete accorti, ma molte città italiane sono infestate da questa bestia disgustosa.

Tappeti di guano, animali morti, malati, mutanti che infestano le nostre piazze. Uccelli idioti e ripugnanti (a volte perfino nutriti da qualche pericoloso criminale) che svolazzano liberi, come topi volanti. E se fin’ora ci trasmettevano solo la Leptospirosi, adesso, se vogliono, possono farci secchi. Un motivo in più per riprendere una battaglia che ho tentato qualche anno fa (con discreto successo di pubblico, ma pochi risultati): Sterminiamoli tutti! Sterminiamoli adesso! L’unico Piccione buono è il Piccione morto (sepolto sotto un metro di calce viva). Scarica e diffondi il logo NoPigeon (350 X 350, gif, 5k).
* Kurtz (da Cuore di Tenebra e Apocalypse now!)

