Trovo l’idea di Governo Tecnico profondamente dannosa, per mille ragioni e non da oggi, o da Monti: non è il primo Governo Tecnico che subisco. Alcune di queste ragioni sono notissime, e oggetto di discussione – a partire dal fatto che un Governo Tecnico lo subiamo tutti, non essendo eletto. Che poi a qualcuno piaccia non è una buona ragione per sospendere la democrazia. Ma il lato più profondamente grave di questo tipo di esecutivo secondo me è un altro. Diffonde tra la popolazione un’idea sbagliata e foriera di foschi presagi, e cioè che esistano souzioni tecniche in alternativa a quelle politiche, e che quelle politiche siano opinabili, mentre i tecnici farebbero quello che va fatto. Introducendo appunto il concetto di va fatto. Che non esiste e non dovrebbe esistere, per ottimi motivi (che Napolitano dovrebbe ricordare). Ogni partito dovrebbe proporre soluzioni alternative agli stessi problemi: più stato/meno stato, più mercato/meno mercato, ecc. E’ vero che, almeno in Italia (ma mi pare che all’estero non se la passino molto meglio da questo punto di vista), le differenze sono sfumate, le minoranze non sono ascoltate e ci sono democristiani ovunque – e che quindi le differenze siano a malapena visibili. Però l’idea del va fatto, fa rima col destino ineluttabile, col pensiero unico e la conseguente, inevitabile morte delle alternative.
Quindi preferisco un governo a me avverso, com’è stato fin da quando sono nato, del quale posso dire che fa scelte sbagliate e proporne di migliori (aka la democrazia), piuttosto che un Governo Tecnico, che impone delle soluzioni inevitabili, e che pensa (come Monti, la cui falsa ingenuità politica è molto irritante) di fare ciò che è giusto per il paese. Ma non quello che lui ritiene giusto, bensì quello che va fatto. Da questo punto di vista Monti è assai peggio di Berlusconi.

