Accuso con dolore la solita incapacità italica a mettere l’accento giusto nelle parole inglesi, perfino tra gente che dovrebbe aver studiato, addirittura tra dei professori; ne ho già parlato a proposito di perfòrmance, ma il problema persiste. Mario, o Mario, ma come cacchio hai fatto a fare il Commissario Europeo alla Concorrenza pronunciando review con l’accento sulla prima sillaba invece che sull’ultima – come dovrebbe essere (cioè si dice reviù, e non rèviu)? Che figuracce c’hai fatto fare nel mondo intero, con la Merkèl, Obamà e Sarkòsi? Ricordo ancora l’inglese da opera buffa della passata amministrazione, ma francamente almeno su questo contavo in un upgrade (accento sulla a, Mario).
1 thought on “Traduzione simulata”
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Dopo anni di pronuncia errata della parola report (che si pronuncia ripòrt e non rèport), si aggiunga l’errato calcistico àssist (che si pronuncia assìst)…MA CHI GLIE LO DICE CHE TOPPANO, I PROFESSORI?
NON HANNO ALLA RAI UN DIZIONARIO DI LINGUA INGLESE CON LA PRONUNCIA FONETICA?
Suggerisco il migliore in assoluto sul mercato: il Merriam-Webster Third Unabridged Edition. C’è anche il sito Web, volendo.
I potenti mezzi economici della Rai saranno sicuramente sfruttati al meglio. O NO?