
Detesto quest’uomo. Ce l’avete presente? E’ quel bifolco in calzoncini e camicia che si rotola nel fango coi coccodrilli su La7 all’ora di cena, e che ha come missione di scassare il cazzo a tutti gli animali che incontra. Nessuno scampa a Crocodile Hunter, il novenne a vita, lo scout dell’importunio, il ranger della molestia: “”Ecco una lucertola!” dice lui estasiato, acchiappandola per la coda e provocando il panico nella povera creatura. “Vedete l’addome com’è soffice e bianco?” aggiunge, capovolgendo il malcapitato rettile e ficcandogli un dito in pancia – la sua zona meno protetta. Insomma io tifo sempre per la bestia, sperando che sia una nuova specie velenosa che, al solo contatto, provoca l’immediata caduta dei denti, del naso e dei capezzoli. Sfortunatamente però l’uomo ne esce sempre integro e gongolante. Viceversa il fastidio degli animali sembra evidente e incontrovertibile: solo a me?
Ma il danno peggiore mi pare che lo faccia ai bambini – che sono il suo pubblico più numeroso (spero). Avessi un figlio mi guarderei bene dal fargli guardare un pazzo che interferisce così grossolanamente con la natura (e lo racconta in un australiano da cartolina, l’equivalente inglese di Martufello), mostrando un atteggiamento irrispettoso e incurante, e fornendo un pessimo esempio, da non seguire assolutamente. E se tutti si mettessero a molestare le bestie come fa mr Hunter? E se un australiano di 30 metri, bifolco e inguardabile come lui, vi sollevasse per la gamba destra mostrandovi a una telecamera, come la prendereste?

