E vabbè, che sarà mai? Lapo ha esagerato. Può succedere, è capitato a un sacco di gente migliore di lui. La cosa non mi scandalizza, essendo convinto che ognuno può overdosarsi come crede – purché maggiorenne. Viceversa sono le altre reazioni a sembrarmi incredibili. Dice a Repubblica il conte Gelasio Gaetani Lovatelli d’Aragona, “habituè del clan Agnelli”: “Non è da sottovalutare le aspettative e il peso enorme di responsabilità di cui Lapo si è sentito investito dopo la scomparsa del nonno Giovanni, dello zio Umberto, del cugino Edorado”. Capito? Mica a Lapo gli piace la droga. E’ vittima delle responsabilità, schiacciato dal peso di quelle felpe orrende che rivende a una fortuna, oberato da tutti quegli estratti conto bancari che gli intasano la cassetta della posta (Non solo, ma Gelasio ha già in tasca la soluzione: “Come Maradona, Lapo trasformerà la sua esperienza per aiutare gli altri”). Poi, sempre su Repubblica (che a volte è di un’ipocrisia davvero irritante) scopro che anche Paolo Calissano e Kate Moss (ambedue beccati in flagrante col nasone in pasta) “hanno ammesso che l’hanno fatto perché schiacciati dalle pressioni esterne del mondo.” Certa gente (e qualche giornalista) è proprio senza vergogna.

Ti piace pippare la Cocaina? Sono cazzi tuoi, e hai il diritto di rivendicarteli come tali. Ti overdosi? Può succedere, maneggiando sostanze molto forti. Ma per cortesia non pigliarci per i fondelli in questo modo indecoroso. C’è una sola ragione per cui la gente si droga: perché stonarsi piace, e chi se lo può permettere spesso lo fà. Le altre ragioni, la famiglia, la mamma, le responsabilità, l’orrore infinito di chiamarsi Lapo o Gelasio, sono tutte scuse pessime, magari buone per Repubblica (che evidentemente stampa senza pensare) ma sostanzialmente aria.

