Uno dei problemi del musicista moderno è quello dell’uso di cose altrui. A me poi capita particolarmente spesso, essendo la mia creatività musicale essenzialmente applicata. Non sono un bravo melodista, mentre invece mi pare che mi riesca meglio manipolare, riarrangiare, o come dico io rimanazzare. Poi però, per poter pubblicare questi rimanazzamenti bisogna chiedere un mucchio di permessi, fare un sacco di lavoro d’ufficio che nessuna casa discografica, grande o piccola che sia, ha davvero voglia di fare (comprensibilmente: contenendo del materiale già edito da altri, il margine economico si assottiglia molto). Quindi, mentre decido cosa fare di questi brani, ho pensato di proporveli in maniera soft: in streaming, solo per ascolto, un po’ alla myspace. Speriamo bene. (Trovate tutti i brani nella categoria play!)
La prima che vi passo è una canzona stupenda, la cui versione originale ha fatto da colonna sonora alla mia adolescenza. Si tratta di Don’t let it bring you down di Neil Young (1970), nella versione di Annie Lennox (1995), inclusa anche nella colonna sonora di American Beauty. Lennox, come al solito, canta come un angelo (e resta, a mio parere, proprio una gran donna in molti sensi) – ma la base era, come dicono a Napoli, nu poc’ vacantella. Gliel’ho ristrutturata, aggiungendoci una nuova e più potente batteria e riarrangiando la struttura, con ritornelloni vuoti e finalone lungo alla RadioGladio. Felice ascolto.
[audio:dlibyd.mp3]
Don’t let it bring you down (Neil Young), versione di Annie Lennox, remix di Sergio Messina
*Titolo di un album che avrei già pronto, ma di pubblicazione complicata. Se qualche etichetta fosse interessata, la mia email è in alto a destra in questa pagina.

