Bastava cercare la risposta (a questa domanda), e il posto era perfino ovvio – camera.it:
Se nessuna coalizione di liste o lista non collegata ha ottenuto almeno 340 seggi (su un totale di 617, ndr), si attribuisce a quella di esse più votata il premio di maggioranza, consistente in un numero di seggi pari alla differenza tra 340 e il numero di seggi ad essa assegnati sulla base della ripartizione proporzionale. I 277 seggi rimanenti sono distribuiti tra le altre coalizioni o liste non collegate secondo il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti.
Questo alla Camera; al Senato il premio si applica su base regionale. Quindi è come pensavo io: con due grandi coalizioni (com’era prima), vince una o l’altra (o quasi, come abbiamo visto). Se invece ognuno va da se – come sembra (la lista dei candidati premier pare una squadra di calcio, però da ridere), potrebbe paradossalmente governare non solo un partito con una maggioranza politica risicatissima (come è successo l’ultima volta) ma perfino uno con una spettacolare minoranza di consenso: se si piglia tutto col 26% (e con molte liste diverse è possibilissimo), vuol dire che si può governare benché il 74% degli elettori NON ti abbia eletto. Aldilà di tutto (niente preferenze, candidature multiple, ecc), se è così mi pare una pura follia, che spalanca la porta a scenari inimmaginabili.


Esattamente….il famigerato “premio di maggioranza” è il motivo che ha portato lo stesso autore delle legge elettorale a definirla “una porcata” (cit.) in diretta televisiva…
Oggi però Uàlter ha scaricato DeMita, il quale s’è sentito offeso perchè messo alla porta dopo SOLI 44 anni in parlamento…
Marco
Tianiamo conto anche dei farli però, ci tengno tanto a fare i colitically correct e poi son sempre lì che mangiano merda.