Bel periodino: apri il giornale e ti sgorgano tre post… Li raggruppo:
• L’incarico a Enrico Letta (democristiano doc del quale non si ricorda un’idea una) è un regalo meraviglioso al M5*: fossi il Beppe manderei un cesto di frutta a Napolitano. Il futuro è nero, anzi grigio con cravatta azzurra. Meglio di Amato? Certo: pure la dermatite a chiazze viola è meglio di Giuliano Amato.
• Arrivano gli “Hacker del PD” (saranno anche loro candidi e incapaci?) che essendo del PD hanno un sito in chiaro (con immancabile account Twitter), glihackerdelpd.bitbucket.org, e se glielo chiedi per piacere forse ti dicono anche chi sono. Perché lo fanno invece l’hanno detto loro: pubblicheranno messaggi email privati dei deputati (che hanno scaricato illecitamente, credo, pur dicendosi del PD) fin quando il M5* non rivelerà “redditi e patrimoni di Giuseppe Grillo e Gianroberto Casaleggio” ma soprattutto il “dettaglio dei ricavi derivanti dal sito “www.beppegrillo.it” e correlati.” Che in effetti dovrebbero essere un bel po’, e che secondo me dovrebbe essere pubblici. Sicuramente ogni volta che si va sul sito grillofono si mette un soldino nel suo salvadanaio (d’altronde al Beppe la rèclàme piace moltissimo, già da anni).
• Repubblica come al solito è imprecisa. Titola: “Musica e film in streaming: la polizia chiude 27 siti illegali.” E sotto: “Le pagine online permettevano il download di oltre 400 mila file relativi a film. Per la Siae è “uno dei più rilevanti sequestri mai attuati a livello mondiale.” (notare i termini streaming e download usati come sinonimi, e il commento della Siae, da perfetti analfabeti digitali). Poi però, siccome non è che puoi proprio scrivere solo parole in libertà, precisa: “La maggior parte dei server interessati sono attestati in paesi di quattro continenti; inoltre molti domini sono ospitati in paesi diversi da quelli dell’ubicazione del server, circostanza che – sottolinea una nota – ha determinato una serie di complicazioni tecniche e procedurali per poterne inibire la fruibilità dalle piattaforme telematiche italiane” (ma va?). Parole chiave inibire la fruibilità dalle piattaforme telematiche italiane, altro che sequestro: il resto del mondo continua a discutere di modelli futuri, mentre in Italia si oscurano i siti, che a casa mia si chiama ancora censura (perfino se riguarda siti che servono illecitamente in streaming film di prima visione). Inoltre c’è di tutto, da cyberlocker perfettamente legali (e magari a pagamento) a spericolate operazioni come filmnuovistreaming.com (che con quel nome avrebbero dovuto aspettarsela). Ecco l’elenco:
bitshare.com, cineblog01.org, clipshouse.com, cyberlocker.ch, ddl-fantasy.org, filmfreestream.org, filmnuovistreaming.com, filmpertutti.tv, flashdrive.it, flashstream.in, freakshare.com, gatestreaming.com, italiafilm2.com, likeupload.net, megaload.it, nowdownload.co, nowvideo.co, panicmovie.altervista.org, queenshare.com, rapidgator.net, robin-film.net, speedvid.tv, streamingworld.forumcommunity.net, uploaded.net, uploadjet.net, videopremium.net, yourlifeupdated.it.

