Casa mia, ieri pomeriggio; squilla il telefono.
XX: Ciao, sono XX di radio XXX, volevamo un tuo commento sul rap di Giuliano Ferrara.
SM: So che esiste, ma mi sono ben guardato dal sentirlo.
XX: Come mai?
SM: Ma come come mai: sarà una schifezza immonda, no?
XX: Eh sì, ma per dirlo bisogna ascoltarlo.
SM: Certo, ma non per saperlo. Inoltre ho una brutta notizia: adesso che l’hai ascoltato non potrai mai più disascoltarlo. Resterà per sempre nella tua memoria, come un bubbone infame e putrido che inquinerà prima i tuoi pensieri, poi la tua fibra morale fino a renderti demente e folle. L’unica cosa che saprai ripetere è il maledetto rap di Ferrara, che avrai stampato nella memoria come un incidente d’auto. E mi raccomando: non trasmetterlo per radio.
XX (perplesso, preoccupato): Vabbé, grazie lo stesso…
SM: In bocca al lupo.
PS: La domanda resta sempre la stessa: perché accanirsi sul rap? Gli pare più facile della villanella, della ballata o dello stornello? Come mai qualsiasi individuo dotato di cavità orale pensa che questo basti per fare del rap? Mi chiedo anche: che cosa gli avrà mai fatto il rap di tanto brutto, che si sentono di doverlo strapazzare così?

