Ricordate quel post in cui mi chiedevo come si potesse candidare Ugo Intini a qualcosa, dopo che è stato per anni il Bondi di Bettino Craxi? E l’altro, in cui parlavo della Craxianissima occupazione di tutti i Poli da parte dei socialisti, in vari e improbabili flavor? La storia ha una prosecuzione interessante, ma un finale proprio amaro. Hanno eletto Intini e Stefania Craxi (evidentemente meglio blindati, anche grazie alla nuova legge elettorale) ma fortunatamente non Bobo.
Questa sconfitta porrà una seria ipoteca sulla carriera politica del Craxino? Macchè: “Massimo D’Alema ha spiazzato tutti annunciando le deleghe per i suoi viceministri e sottosegretari. A Bobo Craxi vanno le deleghe in materia di relazioni con i Paesi dell’America del Nord. Ugo Intini dovrà occuparsi anche delle relazioni con i Paesi dell’Africa del Nord, della presidenza della Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero e dell’attività concernente l’esportazione di materiali d’armamento.” Pessima notizia, e geniale abbinamento: esportare armi e cultura italiana.
Completa la debàcle il capolavoro milanese: contrapporre al carrarmato Moratti (star delle beghine meneghine, una Goretti con prole) un tale Gianni Ferrandi, Bruno Errante, Dario Farrenti, Gino Furrazzon… Un signore azzimato, magari perbene, sinistro ma rassicurante, un po’ spaesato e – cosa davvero grave – evidentemente privo, fin dall’inizio, di una chance di vittoria che sia una.

