Ricordate quella ottima gag di Fabio de Luigi su Mai dire gol, nella quale un pubblicitario new economy glorificava i nuovi utenti e schifava quelli vecchi? Pare che alle varie Telecom non l’abbiano notato. Almeno a TIM.
Volevo passare all’UMTS, più che altro per avere una connessione mobile alla rete e per sfruttare una delle offerte per i possessori di partita IVA (che almeno si avrebbe un vantaggio ad averla). Il negozio ufficiale TIM (l’unico abilitato ai clienti business) sembrava la ASL di Secondigliano durante un’epidemia di colera; decido allora di informarmi telefonicamente. Una gentile addetta mi spiega la tariffa e poi si mette a elencarmi i milioni di asterischi: tassa governativa, canone fisso, scatto alla risposta, ecc. Alla fine le chiedo se almeno mi davano un telefono nuovo, e lei mi risponde: “E’ nostro cliente? Se non lo è, allora glielo diamo; se invece è già con TIM deve comperarselo.” E’ stata un’illuminazione: sono immediatamente passato al ruolo di nuovo cliente, cambiando compagnia telefonica.
La morale di questa storia è che, dovendo cambiare telefono, piano tariffario o standard di telefonia, la soluzione migliore è quella di cambiare compagnia. Vi regaleranno cellulari e traffico a palate, vi serviranno e riveriranno per poi schifarvi, poche ore dopo, in quanto clienti vecchi. E allora dai, passa a Vodafone! E poi, vai da TIM! E domani scegli Wind! E Tre? Non la vogliamo provare?*
* Forse no, specie dopo l’ottimo servizio di Report su questa azienda.

