Una delle categorie umane che più mi irritano sono i pomposi, quelli che pensano di essere immensi e dispensano con sufficienza briciole di se stessi. Poi, se sei proprio un genio tipo Philip Dick o Frank Zappa, magari uno te lo perdona anche. Fattostà che né Dick ne Zappa erano così: raramente i grandissimi lo sono. Tra i più pomposi in Italia abbiamo Franco Battiato, la cui percezione di sé è davvero infinita, specie se paragonata alla musica (veramente discutibile – anche a detta di grandi esperti). In combination col poeta Manlio Sgalambro ha prodotto capolavori di umorismo involontario, dal videoclip vestito da samurai ai buffissimi versi di Shock in my town (Velvet Underground).

Ciccio Sgalambro e Franco Battiato
discutono un aggettivo
Ieri ho visto Franco in Tv che parlava del loro nuovo film, Musikanten (sulla vita di Beethoven), mentre sotto scorrevano le immagini (puro Artigiano del Ponte). M’è sembrato subito evidente che farà la stessa fine di Perduto Amor, il film precedente della coppia comica siciliana: plauso della sinistra, sei spettatori paganti, un passaggio a Fuori orario (che Ghezzi non si fa mancare niente) e poi via, nel pozzo nero dei sonniferi su Dvd.
PS: E se non credete a me, fidatevi di Franco: andreste a vedere un film che l’autore, sul proprio sito, descrive così?

