In Italia, per occpuarsi di musica bisogna avere un grano di follia; musicisti, discografici e management indipendenti, giornalisti: è un mondo precario, e per resistere servono molte qualità – e qualche difetto come appunto la pazzia. Nella top ten italiana della follia musicale si piazza molto in alto un uomo di nome Rocco Pandiani.
Rocco fa l’editore musicale e il discografico. Ha un’etichetta, la Right tempo (con ben due sottoetichette, Easy Tempo e Temposhere) che – dopo aver cavalcato con eleganza il filone lounge/exotica – oggi pubblica ottima elettronica di vario genere. Due nomi giusto per esempio: Painé e Gak Sato (che è anche direttore artistico di Temposhpere, e il cui ultimo album è proprio buono).
Chi lavora in questo ambiente sa che Rocco è pazzo (infatti il suo nick da DJ è Mad on Jazz), un invasato della musica che quando si piazza un’idea nel capoccione non se la leva più. Lo incontri e inevitabilmente ti racconta un progetto, un piano speciale, qualche pubblicazione inaudita. Però, a differenza del 99% dei fantocci che aggravano la scena musicale italica, Rocco poi queste idee le realizza quasi tutte – a volte superando difficoltà quasi alla Fitzcarraldo. E’ il caso di quest’idea con cui ci ha perseguitato per dei mesi, una GRANDE idea, dal profilo quasi epico: fare un festival di arte e musica a Catania.
Beh, Rocco c’è riuscito. Il festival si chiama Vulcanology e si svolgera’ il 14, 15 e 16 luglio sulla spiaggia di Catania. Tra gli ospiti Amon Tobin, Randy Weston, Roy Ayers, Kid Koala, Carl Craig e Kid Loco. Trovate il programma completo sul sito, oltre a milioni di informazioni utili per raggiungere Catania, pernottarci, mangiare, ecc. Tanto di cappello quindi a Rocco Pandiani (a cui è difficile non volere bene) per essere riuscito nell’impresa (apparentemente quasi impossibile): bravo, davvero. Ne avessimo 10 come lui e la scena musicale sarebbe molto migliore – anche se poi non si potrebbe mai più uscire la sera senza parlare di lavoro…

