Il mondo gira e si evolve anche grazie alle battaglie civili di alcune minoranze che, a volte, riescono a spostare l’opinione della maggioranza. E’ il caso della sacrosanta lotta per il riconoscimento delle famiglie “irregolari” prima (lo so bene: mia madre ha combattuto questa battaglia da genitore single, nel ’59) e poi delle coppie di fatto. Una battaglia vinta nella società (la convivenza fuori dal matrimonio non scandalizza più nessuno, tranne rari babbioni in via di estinzione) ma non ancora nel codice civile: aspettiamo tutti con ansia da questo governo una legge che equipari le coppie di fatto a quelle sposate: i famosi PACS.
In quest’ottica mi pare ridicola la battaglia degli omosessuali per il diritto al matrimonio. Non illegittima, ma di una comicità irresistibile. Ma come: io pensavo che i gay fossero all’avanguardia, socialmente trainanti (vedi la battaglia sull’Aids) e adesso me li ritrovo che si vogliono sposare? Ma che cavolo di conquista è? Ci stiamo battendo per avere una legge che garantisca gli stessi diritti del matrimonio a tutte le coppie, comunque siano composte, e voi volete sposarvi? Cos’è, volete anche il divorzio? Il diritto inalienabile alla suocera? O vi manca l’espressione “mio marito è una lagna”?
Oppure, e mi pare l’ipotesi più probabile, l’espressione “comunità gay” non vuol dire più niente, come “comunità etero”? I gay sono tanti, diversi e variegati: immagino ci sia chi è socialmente avanti e chi invece biasima altri gay che fanno sesso fuori dal matrimonio (gay). Ci saranno quelli che faranno i PACS e altri che si batteranno per poter diventare suore (o preti, se lesbiche). Proprio come tutti gli altri: e questa uguaglianza, perfino in basso, in fondo mi pare un segno positivo del girare del mondo in avanti.


Bravo!
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No, il commento vero e’: perche’ ridicola?.. In fondo non si sono battute anche le donne per avere i pantaloni? Ecchee’, se uno e’ gay deve per forza fare la coppia di fatto? I PASC valgono per le unioni che non si possono (o meglio: vogliono) sancire con un rito religioso o civile. (infatti in Italia si parla ancora di coppie etero, e nemmeno di coppie tipo: me e il mio cane, ad esempio) Il matrimonio gay e’ altra cosa. Magari ci saranno prima i PACS gay del matrimonio gay, proprio nell’ottica della modernita’ della coppia omosessuale dichiarata – ai nostri tempi – e dopo si parlera’ della conquista per loro anche del diritto al matrimonio.
Invece sono pienamente d’accordo sul riconoscimento dei diritti dei single, e – perche’ no – anche delle lesbiche prete! :)
Vorrei sapere quali forme di PACS l’Italia prenderà a modello, perchè non mi pare che ne esista un’unica versione in Europa.
Ad esempio (mi pare in Francia) un tipo di PACS preveda che la coppia di fatto sia equiparata per certi diritti alla coppia sposata (ad esempio possibilità di assistenza in ospedale, ecc.) ma ad esempio dal punto di vista dell’eredità non lo sia affatto (ed io condivido, altrimenti sarebbe come il matrimonio con un altro nome).
Da quanto ho capito, alcune coppie gay vorrebbero avere proprio quel tipo di diritti-doveri che solo il matrimonio può dare.
Entra poi in gioco il discorso sui figli, la possibilità di adottare, ma forse questo è unì altra storia.
In ogni caso i PACS sarebbero, secondo me, il primo passo prima di un riconoscimento definitivo per le coppie gay sul diritto a sposarsi.
(In ogni caso i bacchettoni sulle coppie di fatto etero esistono ancora:
mio nonno una volta a proposito della convivenza mi ha detto “non farmi una cosa del genere !”.
Beh, certo:meglio sposarsi (in Chiesa) e separarsi (non divorziare!) dopo qualche tempo perchè non ci si era conosciuti/capiti abbastanza, piuttosto che vivere nel peccato.)
Dice SM: Spero che i nostri PACS, se li avremo, siano di un genere flessibile e possano prevedere tutte le possibilità. Anche l’equiparazione al matrimonio senza matrimonio: c’è gente che di un prete – o di un assessore – non sa cosa farsene e preferisce farsi benedire dal maestro di vita Do Nascimento. In fondo sono contratti, e i contratti – per loro stessa natura – si contrattano (benché alcuni raffinati umoristi, come gli uffici legali della RAI, continuino a usare l’ossimoro “contratto standard”).
Effettivamente hai ragione, io personalmente non ci avevo pensato, come per una marea di altre cose, è per questo che leggo il Tuo blog. Ciao, stammi bene.