Tra le mille dichiarazioni sulla terrificante vicenda del povero Tommaso (e dei suoi poveri genitori) ce n’è una che mi ha colpito molto, quella del presidente Casini: ”Credo che, se oggi noi tutti non fossimo cristiani, veramente saremmo favorevoli alla pena di morte, perché questa vicenda ha colpito fortemente le coscienze di tutti gli italiani.” Aldilà del “noi tutti” (Casini è il Presidente della Camera, una carica istituzionale, e quindi dovrebbe parlare a nome di tutti), questo certamente depone a favore del Cristianesimo. Però anche molti di noi atei sono contro la pena di morte, e personalmente non mi sento di chiederla nemmeno in questo caso. Lo siamo perché abbiamo una morale, nata dalle nostre esperienze e riflessioni, forte e possente tanto e più di quella di certi credenti, che se non fosse per Dio la chiederebbero. A me non serve un Dio che m’impedisca di essere contrario, mi basto da me; idem su tutte le altre questioni morali e etiche. E penso che un conto è comportarsi bene perché altrimenti poi si va all’inferno, tutto un altro è farlo perché si ritiene giusto, senza minacce, promesse o premi.

