{"id":969,"date":"2012-02-10T18:10:29","date_gmt":"2012-02-10T16:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=969"},"modified":"2012-02-10T18:10:29","modified_gmt":"2012-02-10T16:10:29","slug":"volonta-e-rappresentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/volonta-e-rappresentazione\/","title":{"rendered":"Volont\u00e0 e Rappresentazione"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-970\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/cptn.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"196\" \/>Mentre scrivo il caso del momento \u00e8 quello dell&#8217;incidente alla Costa Concordia, i morti, i dispersi, il possibile disastro ecologico, la canaglia e l&#8217;eroe (ovviamente poi vedremo, ma per ora \u00e8 cos\u00ec). Abbiamo ascoltato tutti le drammatiche telefonate nelle quali De Falco intimava a Schettino di risalire sulla nave, di prendersi le sue responsabilit\u00e0: il grido &#8220;Vada a bordo, cazzo!&#8221; \u00e8 gi\u00e0 popolarissimo, e quando leggerete questo pezzo ci saranno pure dei remix dubstep. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un aspetto meno ovvio ma molto interessante, che consente di fare una riflessione (spero) non banale e pi\u00f9 ampia della bont\u00e0 di De Falco e la malvagit\u00e0 di Schettino. Le famose telefonate in realt\u00e0 sono due, anche se per brevit\u00e0 sono state spesso mixate. Inoltre quasi tutti hanno tagliato una frase a mio parere cruciale, pronunciata da De Falco: &#8220;Io sto registrando questa comunicazione, comandante Schettino.&#8221; La mia impressione \u00e8 che Schettino non capisca esattamente: in fondo sta su una scialuppa, in mezzo al mare, al buio. Viceversa mi pare un dato essenziale per capire il senso di questo colloquio, e chiama in causa alcune questioni interessanti.<\/p>\n<p>Se io vi punto contro una macchina fotografica, una telecamera o un microfono, 99 su 100 voi vi metterete in posa. Non c&#8217;\u00e8 nulla di male: l&#8217;idea \u00e8 quella di offrire un&#8217;immagine di noi che ci pare migliore di quella solita, abituale. Ci si pettina, si scandiscono le parole, si offre il profilo giusto, si sorride. Ecco perch\u00e9 l&#8217;espressione Reality Show \u00e8 un ossimoro: se c&#8217;\u00e8 lo show, la realt\u00e0 va a farsi benedire. Oppure pensate davvero che le persone siano come appaiono al Grande Fratello? Sanno perfettamente che le telecamere sono accese, quindi offriranno un&#8217;immagine (che a loro pare) migliore, metteranno in atto strategie per accattivarsi la simpatia e benevolenza del pubblico, che non vedono ma sanno che c&#8217;\u00e8. Il vero Reality sarebbero semmai le telecamere di sorveglianza che ci riprendono a nostra insaputa, o le microspie nelle auto dei corrotti. In quel caso, non essendoci consapevolezza, non c&#8217;\u00e8 rappresentazione: in tutti gli altri invece s\u00ec, dalle telefonate con Magalli per partecipare ai giochi alle interviste per strada, fino agli oramai famosi dialoghi tra De Falco e Schettino.<\/p>\n<p>Nei quali io trovo molti spunti, il pi\u00f9 spettacolare dei quali mi pare la drammaturgia. Fondamentale \u00e8 l&#8217;ambientazione psicologica; non sono due tizi qualsiasi ma due capitani di navi, con tutto quello che questa posizione comporta: onore, coraggio, potere, ardimento &#8211; e ovviamente i rispettivi opposti. lo scenario \u00e8 pure importante: una sciagura, e l&#8217;urgenza dei primi soccorsi. Tutto quello che evoca De Falco si incastra perfettamente in una sceneggiatura con quelle premesse: &#8220;Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. \u00c8 chiaro?&#8221;, &#8220;Vada a bordo. Coordini i soccorsi da bordo. Che fa, si rifiuta?&#8221;, &#8220;Lei ha dichiarato l&#8217;abbandono nave, adesso comando io.&#8221; Fino al pirotecnico: &#8220;Guardi Schettino che lei si \u00e8 salvato forse dal mare ma io&#8230; le faccio passare un&#8217;anima di guai. Vada a bordo, cazzo!&#8221;<\/p>\n<p>E&#8217; ovvio, almeno a me, che De Falco sta costruendo il caso Schettino (che mentre scrivo sembra peraltro argomentato e giustificabilissimo) mentre accade, creando una sorta di dramma marinario\/giudiziario in tempo reale. L&#8217;uso di terminologia tecnica, come &#8220;Che fa, si rifiuta?&#8221;, l&#8217;evocazione di questioni gerarchiche, &#8220;Io le sto dando un ordine comandante!&#8221; fino al disprezzo: &#8220;E con cento persone ancora a bordo lei abbandona la nave? Cazzo!&#8221;, &#8220;E che vuole tornare a casa Schettino? \u00c8 buio e vuole tornare a casa?&#8221; Mi pare evidente che De Falco stia raccontando una storia, nella quale ci sono il male e il bene (ingredienti essenziali di ogni epica), e noi sappiamo subito chi \u00e8 cosa. Gliene faccio una colpa? Assolutamente no, anzi: vorrei proporlo al Prix Italia come miglior radiodramma del decennio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre scrivo il caso del momento \u00e8 quello dell&#8217;incidente alla Costa Concordia, i morti, i dispersi, il possibile disastro ecologico, la canaglia e l&#8217;eroe (ovviamente poi vedremo, ma per ora \u00e8 cos\u00ec). 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