{"id":960,"date":"2012-01-01T14:53:42","date_gmt":"2012-01-01T12:53:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=960"},"modified":"2012-01-01T14:53:42","modified_gmt":"2012-01-01T12:53:42","slug":"il-pane-e-le-rose-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/il-pane-e-le-rose-2\/","title":{"rendered":"Il Pane e le Rose"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_961\" aria-describedby=\"caption-attachment-961\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-961\" style=\"border: 1px solid gray;\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/wdgthr.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"279\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-961\" class=\"wp-caption-text\">Woody Guthrie<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nei periodi di crisi economica si manifesta la tendenza, comprensibile e giustificabile, di privilegiare ci\u00f2 che si considera necessario rispetto a quello che viene percepito come superfluo. Anche nel calibrare le manovra economiche, e nelle politiche di spesa delle amministrazioni locali, abitualmente il principio \u00e8 lo stesso: tagliare il superfluo e concentrarsi sul necessario. Effetto collaterale \u00e8 una sorta di buon senso rozzo e generalista, che tende a considerare ovvia la distinzione tra necessario e superfluo: &#8220;Il pane \u00e8 necessario, il teatro \u00e8 superfluo.&#8221; Da un certo punto di vista \u00e8 certamente cos\u00ec, se muori di fame e ti danno l&#8217;Amleto non va bene. Ma se invece muori di fame di teatro e ti danno un panino?<\/p>\n<p>Stabilire cosa sia un bene necessario non \u00e8 affatto ovvio. Anzi, considerando le scelte dei governi italiani degli ultimi 50 anni, viene da pensare che su questa distinzione si basi molta della filosofia politica. Per alcuni le parrocchie sono un bene irrinunciabile; io ogni volta che ne vedo una penso, nell&#8217;ordine, alla pedofilia e a che bel campo da tennis\/sala da concerto ci si potrebbe fare. Io ritengo che l&#8217;arte sia un bene fondamentale; mi pare evidente che La Russa la pensi diversamente. Secondo me la cultura \u00e8 necessaria sempre, e lo \u00e8 immensamente di pi\u00f9 proprio nei momenti di crisi. In questo (come sempre) sono in nettissima minoranza: non solo nella mega-manovra di Monti la parola cultura non compare mai, ma nemmeno nelle scelte del mio comune di residenza: &#8220;Cribbio, c&#8217;\u00e8 la crisi, si perdono posti di lavoro, i pensionati piangono e tu chiedi pi\u00f9 cultura?&#8221;<\/p>\n<p>Non solo la chiedo, ma a quelli che credono che non serva a niente, indico un periodo storico molto simile a questo: la grande crisi del &#8217;29. Negli anni immediatamente successivi la cultura ha svolto un ruolo importante, e non soltanto per alleviare gli effetti della recessione: negli USA per esempio si afferma un nuovo genere musicale, che oggi chiamiamo Folk, che tra le altre cose svolge un ruolo importante di connessione tra le persone, le idee e le possibili soluzioni, aiutando il pubblico a comprendere e a reagire. Senza quei musicisti (di cui il pi\u00f9 noto \u00e8 <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Woody_Guthrie\" target=\"_blank\">Woody Guthrie<\/a> ma ce ne sono centinaia di altri) non avremmo avuto un bel pezzo della cultura Pop successiva, da Bob Dylan (che nel primo album imitava Guthrie quasi senza pudore) ai Clash. In questo caso la bellezza e la cultura hanno svolto un duplice ruolo: alleviare e motivare, intrattenere ma anche aiutare a capire e a spiegarsi il mondo.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 l&#8217;assenza della parola cultura dai programmi politici mi preoccupa; perch\u00e9 so quanto possa essere utile in questi momenti. D&#8217;altronde noi ci siamo abituati: la &#8220;nostra&#8221; cultura non ha mai trovato posto in nessun programma politico. Per\u00f2 questo non ci ha mai scoraggiato. Ecco, io penso che in questa fase chiunque produca contenuti artistici debba sentirsi chiamato in causa, e mettersi a disposizione della collettivit\u00e0. E, dato che siamo su Rumore e magari qualcuno mi legge, vorrei fare un appello a tutti i musicisti, famosi o meno. Rendiamoci disponibili nel 2012; abbassiamo i nostri compensi e disponiamoci a fare molti chilometri per andare a suonare, accettando di farlo in situazioni magari meno lussuose del solito, per meno soldi e pi\u00f9 spesso. Facciamoci un punto d&#8217;onore di andare anche in zone remote, meno frequentate e economicamente meno abbienti. Mettiamo in conto che per ogni 5 date pagate ne facciamo un gratis, e via dicendo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non \u00e8 vero che l&#8217;arte e la musica sono superflue, anzi. Per molti di noi sono nutrimento puro, specialmente quando tutto il resto non va. Quindi se hai avuto qualcosa dal tuo pubblico, oggi \u00e8 il momento di rimettere in circolazione tutto quel bene, quella energia e motivazione che hanno contribuito a fare di noi quello che siamo. Per fare questo per\u00f2 la Tv non funziona: bisogna portare in giro il corpo, entrare in contatto diretto con le persone. Niente Facebook o Mtv insomma: ci vediamo per strada.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei periodi di crisi economica si manifesta la tendenza, comprensibile e giustificabile, di privilegiare ci\u00f2 che si considera necessario rispetto a quello che viene percepito come superfluo. 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