{"id":931,"date":"2011-11-11T15:21:16","date_gmt":"2011-11-11T13:21:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=931"},"modified":"2011-11-11T15:21:16","modified_gmt":"2011-11-11T13:21:16","slug":"la-doppia-vita-di-johnny","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/la-doppia-vita-di-johnny\/","title":{"rendered":"La doppia vita di Johnny"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-933\" style=\"border: 1px solid gray;\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/jgw.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/jgw.jpg 300w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/jgw-211x300.jpg 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/>Una delle figure pi\u00f9 curiose della storia della musica afro-americana, che pure ne contiene una certa quantit\u00e0, \u00e8 certamente quella di Johnny Guitar Watson (1935 &#8211; 1996). Che non solo ha una biografia romanzesca, ma musicalmente \u00e8 una figura quasi unica: ha avuto almeno due carriere distinte, ambedue di grande successo, riuscendo a rinnovarsi pur rimanendo assolutamente genuino &#8211; forse perfino troppo.<\/p>\n<p>Tecnicamente JGW appartiene alla seconda generazione di bluesmen elettrici, essendo la prima quella di Muddy Waters, John Lee Hooker e T-Bone Walker, il chitarrista che Watson cita come sua influenza primaria (e non solo lui: Walker \u00e8 un gigante del blues). Inizia a suonare prestissimo sia come session man che da solista, e gi\u00e0 nel &#8217;53 produce il suo primo, bizzarro capolavoro: la strumentale <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tVsNlchp0GE\" target=\"_blank\">Space Guitar<\/a>, nel quale esplora l&#8217;uso di feed-back e riverberi. Lo stile selvaggio e sperimentale, accoppiato al sua enorme senso del blues, influenzer\u00e0 una generazione di chitarristi rock, primo fra tutti Frank Zappa (con cui JGW collaborer\u00e0 saltuariamente fino alla fine), che ha dichiarato: &#8220;La sua canzone <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=qz4Kk9Vf3Qs\" target=\"_blank\">Three Hours Past Midnight <\/a>del &#8217;56 mi ha spinto a diventare chitarrista&#8221;. Tra gli altri influenzati da Watson ci sono Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughan e perfino Etta James, che dichiara: &#8220;Ho preso tutto da Johnny&#8221;. La sua musica \u00e8 blues urbano, e la sua chitarra ne racconta gioie e dolori. Elementi distintivi sono per\u00f2 anche la leggerezza e l&#8217;umorismo, che accoppiati alla sua esuberanza producono un effetto pop davvero notevole. Watson canta pure benissimo, ed \u00e8 molto a suo agio coi generi originari della musica nera americana: le dirty dozen, l&#8217;uso delle antifone, il talking blues, il gospel e il jazz. Tutti elementi che distilla nel suo stile chitarristico, vocale, compositivo e di showman.<\/p>\n<p>Nel corso dei &#8217;60 JGW collabora con mezzo mondo, da Little Richard a Herp Albert passando per George Duke e Johnny Otis, e anche la sua musica si evolve. Inizia a definirsi <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dxBITqmLcnQ\" target=\"_blank\">The Gangster of Love<\/a>, e il suo repertorio e guardaroba mutano: al blues si aggiungono prima il soul e poi il funk, del quale Watson diventa uno degli interpreti pi\u00f9 raffinati e inesorabili. Il suo aspetto \u00e8 furibondo: denti d&#8217;oro, catenazze, brillantoni, cappelli e cappotti in perfetto stile <em>Pimp<\/em> californiano. C&#8217;\u00e8 addirittura chi sostiene che in quel periodo facesse davvero il magnaccia; sibillino il suo commento: pur nutrendo sentimenti contrastanti sulla prostituzione, ammetteva che &#8220;rende pi\u00f9 della musica&#8221;. I suoi album degli anni &#8217;70 sono strabilianti, e sono stati imperdonabilmente snobbati dalla critica anche europea (e italiana) solo per via delle paillettes e delle acconciature sulle copertine, o dell&#8217;ignoranza di certi titoli come <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BLyNAgEekOQ\" target=\"_blank\">A Real Mother For Ya<\/a> (1977, il suo maggiore successo), <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6saUWulzHFQ\" target=\"_blank\">Ain&#8217;t That a Bitch<\/a> o la campionatissima <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PrDLLXnl0-I\" target=\"_blank\">Superman Lover<\/a>.<\/p>\n<p>JGW continua a mutare negli anni. Racconta la moglie: &#8220;Era sempre al corrente di quello che succedeva nella musica. Era orgoglioso di poter cambiare nel tempo e non vivere nel passato&#8221;. Che invece \u00e8 quasi sempre il destino dei grandi interpreti della popular music come ad esempio Buddy Guy, suo coetaneo e grande chitarrista blues. Anche qui sta la sua grandezza: aver saputo svolgere un ruolo di collegamento fondamentale tra la vecchia scuola dei chitarristi elettrici, la prima, e le nuove generazioni. Non solo quella dopo, cio\u00e8 Zappa e Vaughan, ma molte altre a venire. E di averlo fatto senza enfasi, senza mai storicizzarsi o riproporre il passato ma guardando sempre avanti, e riuscendo a mantenere contemporaneo il suo stile per quasi trent&#8217;anni, senza tradirne lo spirito. Segno inequivocabile della sua grandezza.<\/p>\n<p>PS (web only): Gi\u00e0 che ci siamo, avendo aggiunto link per tutti i brani citati, volevo aggiungere la mia JGW hit del mese (12\/11), la furibonda, raffinatissima <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TRgNGZElt-s\" target=\"_blank\">Tarzan<\/a>, dove si passa con facilit\u00e0 dal demente (&#8220;ho una ragazza cos\u00ec bella che mi fa venire voglia di dondolarmi da una liana&#8221;) al sublime (contiene tracce di Steely Dan, e certamente un segno dell&#8217;influenza di Watson su uno dei pi\u00f9 stimati chitarristi di sempre, Larry Carlton).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle figure pi\u00f9 curiose della storia della musica afro-americana, che pure ne contiene una certa quantit\u00e0, \u00e8 certamente quella di Johnny Guitar Watson (1935 &#8211; 1996). 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