{"id":919,"date":"2011-09-05T17:16:13","date_gmt":"2011-09-05T15:16:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=919"},"modified":"2011-09-05T17:16:13","modified_gmt":"2011-09-05T15:16:13","slug":"who-is-killing-music","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/who-is-killing-music\/","title":{"rendered":"Who is killing music?"},"content":{"rendered":"<p>Quelli che tra di voi hanno pi\u00f9 di 40 anni probabilmente ricordano un fenomeno cultural\/tecnologico esploso negli anni &#8217;70 che riguardava la riproduzione della musica: l&#8217;Alta Fedelt\u00e0, o Hi-Fi. In soldoni: grazie all&#8217;avanzamento delle tecnologie (e in particolare l&#8217;avvento della registrazione su nastro magnetico, la diffusione del disco a 33 giri e la trasmissione radio in FM, formati di maggiore fedelt\u00e0 sonora) si diffuse la cultura\/moda\/mania di possedere faraonici impianti audio (siamo in anni nei quali l&#8217;amore per la tecnologia d&#8217;uso poteva esprimersi in pochissimi modi: la fotografia, l&#8217;automobilismo e appunto l&#8217;audiofilia), abitualmente composti di elementi di varie marche: il piatto Thorens, la costosissima piastra per cassette Nakamichi, ecc. La diffusione dell&#8217;Hi-Fi innalz\u00f2 la qualit\u00e0 generale degli stereo casalinghi, introducendo la popolazione (specie quella giovanile) all&#8217;idea che si poteva ascoltare meglio. I musicisti dell&#8217;epoca erano pure assai attenti a questo tema, e i loro LP sembravano fatti apposta per avviluppare l&#8217;ascoltatore nel suono: durate estese (sono gli anni degli album tripli), atmosfere cosmiche, frequenze fino a quel momento inesplorate. Tutta musica che poi ci \u00e8 stata rivenduta, dall&#8217;83 (anno di introduzione del CD) in poi, proprio per via della supposta qualit\u00e0 superiore della riproduzione digitale. Naturalmente negli anni d&#8217;oro dell&#8217;Hi-Fi esisteva anche una tecnologia di qualit\u00e0 inferiore ma underground, portatile e veloce: la cassetta (e i suoi generi principali, la copia casalinga illegale e il mix-tape). Il fenomeno era talmente diffuso che negli anni &#8217;80 le Major si inventarono la ridicola campagna che vedete qui sotto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-920 aligncenter\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/htikm.png\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/htikm.png 350w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/htikm-300x151.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><br \/>\nAvanti veloce: tra il &#8217;97 e il 2000 si diffonde l&#8217;Mp3 che promette qualit\u00e0 e portatilit\u00e0. Sulla seconda non ci sono dubbi; sulla prima secondo me invece c&#8217;\u00e8 qualcosa da dire. Indubbiamente, specialmente per alcuni generi, la maggioranza degli Mp3 fa il suo mestiere, e le differenze col CD sono poco percettibili (sorvolo su quelle enormi tra vinile e compact disc), specialmente se si ascolta con auricolari o casse da computer, che \u00e8 quello che fa gran parte della gente. Non solo: i player Mp3 e le casse moderne sono dotate di sistemi di pompaggio delle frequenze estreme fatti apposta per compensare la magrezza del digitale; quindi, salvo a avere uno studio, oggi \u00e8 assai difficile fare dei confronti, e ci si \u00e8 tutti abituati a ascoltare un po&#8217; peggio. Va detto che l&#8217;industria musicale si \u00e8 in gran parte adeguata, e oggi chi mixa un disco pop si assicura che suoni bene soprattutto in Tv e in Mp3. I file legalmente in vendita in rete a 0,79 \u20ac sono compressi a 256 kbps con bit rate variabile: appena accettabile nel 2011, ma tra dieci anni?<\/p>\n<p>E inoltre: come mai nel 2011 mi viene venduta musica &#8220;liquida&#8221; soltanto in Mp3? Non potremmo avere l&#8217;opzione di scaricare musica non compressa per poi, se vogliamo, farne degli Mp3 oppure masterizzarli su CD? Se compro i file compressi di un album (Born this way di Lady Gaga, per esempio) a \u20ac 14.76, non avrei diritto al medesimo contenuto del CD (anche come qualit\u00e0 sonora) che su Internet costa \u20ac 13.74 (spedizione gratuita)? L&#8217;impressione \u00e8 che l&#8217;industria discografica, abbandonate le diaboliche tecnologie di protezione di compact e file musicali, sia tornata alla sua antica strategia: rivenderci all&#8217;infinito le stesse cose su formati diversi. Io ricordo quando sugli LP c&#8217;era scritto &#8220;La magica sensazione di avere un&#8217;orchestra in casa!&#8221; Poi sono arrivati i CD e &#8220;L&#8217;insuperabile qualit\u00e0 del suono digitale su dischi che dureranno per sempre!!&#8221; Ultimamente invece lo slogan in voga \u00e8 &#8220;15.000 Mp3 nella tua tasca!!!&#8221; E&#8217; possibile che domani si ricominci a puntare sulla qualit\u00e0, per esempio producendo casse migliori che svelino il trucco creando l&#8217;esigenza di ricomperarci tutto da capo? In fondo, da un lato, sarebbe perfino giusto.<\/p>\n<p>(Si ringrazia Pain\u00e9 Cuadrelli)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quelli che tra di voi hanno pi\u00f9 di 40 anni probabilmente ricordano un fenomeno cultural\/tecnologico esploso negli anni &#8217;70 che riguardava la riproduzione della musica: l&#8217;Alta Fedelt\u00e0, o Hi-Fi. 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