{"id":910,"date":"2011-07-08T16:10:56","date_gmt":"2011-07-08T14:10:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=910"},"modified":"2011-07-08T16:10:56","modified_gmt":"2011-07-08T14:10:56","slug":"corpo-del-suono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/corpo-del-suono\/","title":{"rendered":"Corpo del suono"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/grffinsnd.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-911\" style=\"border: solid gray 1px;\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/grffinsnd.jpg\" alt=\"\" width=\"153\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/grffinsnd.jpg 153w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/grffinsnd-102x300.jpg 102w\" sizes=\"auto, (max-width: 153px) 100vw, 153px\" \/><\/a>A volte, parlando con colleghi (spesso pi\u00f9 giovani) che fanno musica col computer come me, mi rendo conto che suonare uno strumento \u00e8 un elemento essenziale del mio essere autore musicale, bench\u00e9 in realt\u00e0 questo strumento (la chitarra) lo utilizzi molto raramente nei mie brani. La differenza non sta tanto nei risultati quanto nel metodo: molto spesso la mia musica nasce da un&#8217;esecuzione, una improvvisazione (che pu\u00f2 anche consistere nello sfregare dei cavi collegati al mixer, producendo dei graziosi ronzii), insomma da un gesto, una serie di movimenti, un fatto dapprima fisico, corporeo e poi sonoro.<\/p>\n<p>Il suono \u00e8 sempre stato gesto, e il suono senza gesto era storicamente considerato una stranezza, se non direttamente un sortilegio del demonio. E&#8217; con la radio e il grammofono che le due cose diventano indipendenti, e si pu\u00f2 ascoltare della musica senza vederne l&#8217;atto dell&#8217;esecuzione. Si pu\u00f2, lo facciamo in molti ogni giorno, spesso \u00e8 fantastico ma non paragonabile all&#8217;esperienza delle due cose insieme, cio\u00e8 il concerto. Non credo sia casuale che nei concerti Pop come in quelli di Classica i gesti siano cos\u00ec enfatizzati e, per chi sa guardare, l&#8217;osservazione del direttore d&#8217;orchestra &#8211; che parla un linguaggio di gesti musicali &#8211; \u00e8 un complemento molto importante all&#8217;esperienza musicale.<\/p>\n<p>Tra le massime bestemmie dei cultori del Pop c&#8217;\u00e8 il Playback, del quale spesso in Tv si enfatizza l&#8217;assenza. Aldil\u00e0 delle ovvie (ma spesso sacrosante) considerazioni sull&#8217;incapacit\u00e0 di certi cantanti di eseguire dal vivo le loro canzoni, l&#8217;oltraggio del Playback secondo me sta proprio nella dissociazione tra suono e gesto: in fondo la star c&#8217;\u00e8, si muove e balla, anche meglio perch\u00e9 non deve cantare; ma proprio il fatto che non lo faccia abbassa molto la temperatura emotiva della performance. Il palco (e per estensione lo studio televisivo) esiste proprio per (ri)congiungere questi due elementi, e non farlo \u00e8 considerato un peccato mortale.<\/p>\n<p>Uno dei metodi coi quali ho imparato a suonare \u00e8 stato copiando le posizioni e i gesti che vedevo fare a quelli pi\u00f9 bravi (e nei rari spezzoni video in cui potevo osservare le mani dei grandi). Non copiandone le melodie (che pure ho fatto, ovviamente) ma proprio mimando il comportamento di torso, braccia, mani e dita. Oggi capisco che non era vanit\u00e0 (o, come diceva mia madre, &#8220;fanatismo&#8221;), ma l&#8217;intuizione che nel gesto c&#8217;\u00e8 il suono, e che questo viene innanzitutto dal corpo. Una volta che il gesto \u00e8 giusto il suono lo seguir\u00e0. Naturalmente facendo musica coi PC questo aspetto \u00e8 quasi completamente assente. L&#8217;interfaccia pi\u00f9 diffusa resta la tastiera pianistica, che per\u00f2 pochissimi sanno davvero usare: \u00e8 uno strumento di input, una serie di pulsanti pesati coi quali inserire degli eventi che a volte sono note, ma pi\u00f9 spesso invece sono frammenti di musica, colpi di batteria, ecc.<\/p>\n<p>Ecco come mai mi sono cos\u00ec cari i DJ, specialmente quelli Hip hop. Non solo la loro \u00e8 una cultura molto contemporanea, basata sulla conoscenza e il riciclaggio di elementi del passato, ma per loro il gesto \u00e8 essenziale tanto quanto per un batterista. E esattamente come per la batteria nello scorso secolo, negli ultimi 30 anni si \u00e8 studiato a fondo il giradischi come &#8220;strumento delle musiche&#8221;, capace di suonare dischi ma anche di essere suonato &#8211; come un bongo o un violino. I DJ sono virtuosi (come certi violinisti del &#8216;700), competitivi (come i trombettisti degli anni &#8217;20) e iper-tecnici, quasi quanto i sassofonisti di Bebop. E&#8217; grazie al Turntablism che nella musica contemporanea sopravvive il gesto, in attesa che la ricerca ci proponga delle interfacce pi\u00f9 attraenti e sensate che possano riportare il corpo nella produzione di musica. Qualcuna ce n&#8217;\u00e8, ancora non ci siamo, ma il bisogno \u00e8 urgente: vedere dal vivo certe band elettroniche mentre girano pomelli o premono tasti con sentimento, un pochino intristisce.<\/p>\n<p>Foto: DJ Gruff, uno dei pionieri e innovatori italiani del genere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte, parlando con colleghi (spesso pi\u00f9 giovani) che fanno musica col computer come me, mi rendo conto che suonare uno strumento \u00e8 un elemento essenziale del mio essere autore musicale, bench\u00e9 in realt\u00e0 questo strumento (la chitarra) lo utilizzi molto raramente nei mie brani. La differenza non sta tanto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-910","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-inloop"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7LwWR-eG","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/910","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=910"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/910\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}