{"id":9,"date":"2006-05-01T22:33:56","date_gmt":"2006-05-01T20:33:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/inloop\/2006\/05\/01\/sartoria-creativa\/"},"modified":"2006-05-01T22:33:56","modified_gmt":"2006-05-01T20:33:56","slug":"sartoria-creativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/sartoria-creativa\/","title":{"rendered":"Sartoria creativa"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei tanti cambiamenti portati dalla registrazione musicale \u00e8 un fatto apparentemente ovvio, ma le cui implicazioni sono tutt&#8217;ora molto interessanti. Una volta un brano musicale aveva due possibili vite: era cantato dal suo autore e ascoltato da altri, che poi l&#8217;avrebbero ricantato a loro volta (diventandone inevitabilmente, nel bene e nel male, coautori), oppure veniva scritto e poi eseguito. Con la registrazione invece, specie nella Popular Music, compositore e esecutore sono indissolubilmente legati dalla registrazione. Inner City Blues di Marvin Gaye, per esempio, \u00e8 certamente una composizione eseguibile da chiunque. Per\u00f2 si sa che l&#8217;originale di quella canzone non \u00e8 il suo spartito, ma la prima registrazione di Marvin Gaye, non a caso detta &#8220;Versione Originale&#8221;. Oggi sappiamo tutti che se si dice All you need is love, si intende la versione dei Beatles; altrimenti si aggiunge la dicitura &#8220;nella versione di&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Quindi si passa da una situazione dinamica, nella quale la musica veniva ogni volta reinterpretata, ad una invece statica: oggi posso ascoltare Purple Haze esattamente come quando Hendrix era vivo: la registrazione rende quell&#8217;esecuzione immortale. Di pi\u00f9; quella registrazione \u00e8 l&#8217;originale, la versione vera, autentica: quella \u00e8 Purple Haze. Poi naturalmente si possono fare delle Cover version, assai in voga negli ultimi anni, ma appunto di versioni si tratta: variazioni di originali gi\u00e0 famosi e a volte inarrivabili. Parallelamente nasce il fenomeno delle Cover Band, che riproducono (quasi) esattamente il suono di un artista. Il loro valore non sta nella dinamicit\u00e0 dell&#8217;esecuzione, ma proprio nel contrario: pi\u00f9 sono uguali, meglio sono.<\/p>\n<p>A rendere nuovamente dinamica la situazione arriva, negli anni &#8217;80, la tecnologia digitale, che consente di introdurre elementi di registrazioni musicali preesistenti nella propria. Nasce cos\u00ec l&#8217;arte di manipolare vecchie canzoni per farne nuove versioni, che stavolta per\u00f2 contengono elementi dell&#8217;originale. L&#8217;inclusione di campionamenti, noti o oscuri, in nuovi brani, una forma di tributo spesso esplicita, ha davvero rinnovato la musica negli anni &#8217;90, creando al contempo infinite cause legali. Ovviamente la profonda natura Pop di questa idea, vecchi suoni in un nuovo contesto, ha reso la qualit\u00e0 assai variabile; e se Mozart su una cassa in quattro \u00e8 ripugnante, la voce di Meredith Monk campionata in dischi rap o dance mantiene inalterata la sua qualit\u00e0 sciamanica, anche nel mezzo di una tempesta elettronica.<\/p>\n<p>L&#8217;arte del remix, una forma di utilizzo pi\u00f9 massiccia (spesso di singole parti) e quindi spesso, ma non sempre, autorizzata, \u00e8 tra le pi\u00f9 floride nel terzo millennio: si prendono alcuni elementi da un brano e gli si costruisce intorno un contesto diverso. Dai pigmei Baka del Camerun a Steve Reich, passando per Elvis e Miles Davis, un enorme numero di registrazioni \u00e8 stata remixata negli ultimi vent&#8217;anni; si va dal sublime all&#8217;osceno, fino al miracoloso: quasi nessuno al mondo ha mai sentito la versione originale della Macarena; il successo planetario ce l&#8217;ha avuto il remix. Esistono star di questo genere, come Francois K. o i Basement Jaxx, che possono rendere una canzone molle una hit; e ci sono grandi artisti come Aphex Twin, il primo a fare un remix senza usare alcun elemento della canzone originale, capaci di dare profondit\u00e0 a brani insospettabili. Di tutte le arti digital-musicali, quella di includere frattaglie di vecchio nel nuovo \u00e8 certamente la pi\u00f9 simile all&#8217;artigianato: ore, giorni di taglia e cuci, copia e incolla, allunga e restringi. Che pu\u00f2 essere bassa macelleria, o alta sartoria &#8211; come quasi tutto, nella musica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei tanti cambiamenti portati dalla registrazione musicale \u00e8 un fatto apparentemente ovvio, ma le cui implicazioni sono tutt&#8217;ora molto interessanti. 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