{"id":882,"date":"2011-05-01T18:05:44","date_gmt":"2011-05-01T16:05:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=882"},"modified":"2011-05-01T18:05:44","modified_gmt":"2011-05-01T16:05:44","slug":"bugiardologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/bugiardologia\/","title":{"rendered":"Bugiardologia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Adc511.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-883 alignleft\" style=\"border: 1px solid gray;\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Adc511.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Adc511.jpg 500w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Adc511-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a>A nessuno piace sentirsi raccontare cazzate. Ci piace talmente poco che c&#8217;\u00e8 una morale costruita intorno all&#8217;idea che mentire sia male, e esistono dei reati specifici connessi alla veridicit\u00e0 delle nostre affermazioni. Non solo, ma un bugiardo conclamato avr\u00e0 una vita sociale, lavorativa e relazionale meno semplice degli altri: la gente penser\u00e0 sempre che racconta delle frottole. Questa regola si applica senza deroghe in tutti i settori del nostro essere umani tranne uno: l&#8217;arte.<\/p>\n<p>Nelle arti la fandonia si chiama, giustamente, creativit\u00e0: &#8220;Quando diventai capitano della citt\u00e0, decisi di estendere l&#8217;asilo a certi cittadini sgraditi altrove per via delle loro disgustose e inquietanti deformit\u00e0. Una era nota come Spare Ass Annie (Anna dal culo di scorta). Aveva un buco del culo ausiliario al centro della fronte, come un deleterio occhio di bronzo.&#8221; Nessuno naturalmente si \u00e8 mai messo a questionare William Burroughs sul fatto che Spare Ass Annie non sia anatomicamente possibile. Si accetta che sia frutto della sua immaginazione, sulla base di un accordo non scritto che dice: &#8220;Quello che scrivi non \u00e8 vero, ma il suo valore risiede anche nel suo discostarsi dalla realt\u00e0.&#8221; Se Annie avesse avuto l&#8217;acne la sua storia non avrebbe avuto alcun interesse. Esattamente come il Visconte di Calvino: \u00e8 anche l&#8217;impossibilit\u00e0 del suo essere dimezzato che ci spinge a leggerlo, mentre Il Visconte Diabetico non avrebbe funzionato altrettanto bene. Quindi nella narrazione (letteraria, teatrale o cinematografica) l&#8217;invenzione non ci preoccupa, anzi ci piace e la pretendiamo. A pensarci bene per\u00f2, anche nella musica la situazione \u00e8 simile: &#8220;All&#8217;ombra dell&#8217;ultimo sole s&#8217;era assopito un pescatore, e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso.&#8221; Sappiamo il nome di questo pescatore? Qualcuno l&#8217;ha cercato per chiedergli se abitualmente si assopisce all&#8217;ombra dell&#8217;ultimo sole (che \u00e8 pure una pennichella insolita, di tardo pomeriggio)? Ovviamente no: sappiamo tutti che il pescatore di De Andr\u00e9 \u00e8 immaginario. E vale la regola del Visconte: se il pescatore si fosse assopito guardando Marzullo non ci sarebbe stata storia.<\/p>\n<p>Ma dove finisce questo accordo? Quand&#8217;\u00e8 che un&#8217;invenzione poetica sconfina nella baggianata? La questione \u00e8 complicata e sottile. Un eccellente esempio \u00e8 uno dei grandissimi del XX\u00b0 secolo, l&#8217;artista tedesco Joseph Beuys. Nel &#8217;44 l&#8217;aereo di Beuys, mitragliere della Luftwaffe, fu abbattuto nei cieli della Crimea: &#8220;Se non fosse stato per una trib\u00f9 di nomadi tartari oggi non sarei vivo. Mi hanno ritrovato dopo molti giorni, e mi hanno guarito coprendomi di grasso e feltro per scaldarmi.&#8221; Pare che questo episodio non sia esattamente autentico. Per\u00f2 costituisce un potente mito originario per il (sublime, essenziale) lavoro successivo di Beuys, dove grasso e feltro sono materiali fondamentali. L&#8217;altro eccellente esempio \u00e8 Bob Dylan. All&#8217;inizio della sua carriera ritenne che la sua biografia non riflettesse bene la sua personalit\u00e0, e cos\u00ec ne produsse una migliore: nato in Oklahoma, un&#8217;adolescenza da vagabondo al seguito di un circo, ecc. E naturalmente cambi\u00f2 nome da Zimmerman a Dylan. Su questo punto ha dichiarato nel 2004: &#8220;Sai com&#8217;\u00e8, nasci e hai il nome sbagliato, i genitori sbagliati\u2026 Succede. Il nome te lo scegli come ti pare: questa \u00e8 la terra della libert\u00e0.&#8221;<\/p>\n<p>La domanda \u00e8: a cosa serve l&#8217;invenzione di Dylan? A imbrogliare il pubblico? O invece \u00e8 parte del suo processo creativo, esattamente come le sue canzoni? Cosa m&#8217;importa di sapere se i tartari di Beuys sono realmente esistiti? E se fossero un&#8217;invenzione, che differenza ci sarebbe tra questa e quelle di Calvino? E se ambedue fossero accessorie al dispiegarsi della creativit\u00e0? Insomma, ci sono frottole e frottole, e l&#8217;unica distinzione utile mi pare questa: a che servono? Se lo scopo \u00e8 di potenziare un&#8217;esperienza (come mi pare sia per Dylan, Beuys, Gurdjieff, Snoop Dogg e mille altri) allora vale tutto. Se invece servono a farmi credere che Ruby sia la nipote di Mubarak, beh allora\u2026<\/p>\n<p>Nella foto: Joseph Beuys, &#8220;Slitta&#8221; (1969, Slitta, feltro, cinte, torcia, grasso e corda &#8211; clicca per ingrandire)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A nessuno piace sentirsi raccontare cazzate. Ci piace talmente poco che c&#8217;\u00e8 una morale costruita intorno all&#8217;idea che mentire sia male, e esistono dei reati specifici connessi alla veridicit\u00e0 delle nostre affermazioni. 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