{"id":872,"date":"2011-04-04T12:15:03","date_gmt":"2011-04-04T10:15:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=872"},"modified":"2011-04-04T12:15:03","modified_gmt":"2011-04-04T10:15:03","slug":"quando-vivremo-in-eterno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/quando-vivremo-in-eterno\/","title":{"rendered":"Quando vivremo in eterno"},"content":{"rendered":"<p>(Testata: Rolling Stone)<\/p>\n<p>In fondo la questione \u00e8 semplice: se sto male vado dal medico, che se sono fortunato mi curer\u00e0, riportandomi allo stato originario. Ma se invece io gi\u00e0 sto bene per\u00f2 voglio stare meglio, da chi vado? Nella nostra cultura l&#8217;idea di medicina \u00e8 sempre stata associata all&#8217;idea di patologia e di cura. Poi, grazie agli psicofarmaci (e a certi pasticcotti dietetici deliziosamente amfetaminici) prima, e al Viagra pi\u00f9 di recente, la popolazione ha imparato a considerare la farmacia anche come di luogo di piacere, una sorta di pasticceria chimica. Non solo: abbiamo anche accettato l&#8217;idea che alcune caratteristiche assolutamente non patologiche in senso tradizionale, come la pappagorgia, un naso prominente o un seno di volume normale, possano essere &#8220;curate&#8221; come fossero malattie: iniezioni, creme e anche chirurgia &#8211; perfino in anestesia totale. Per\u00f2 basta coi moralismi: ognuno si cura quello che gli pare come gli pare, e se la calvizie o le rughe affliggono pi\u00f9 della depressione, o ne sono la causa, io sono interventista: da Cesare Ragazzi a Daniela Santanch\u00e8, tutto \u00e8 permesso. Anche perch\u00e9 questo apre la strada a due importanti e controversi sviluppi della ricerca farmacologica d&#8217;avanguardia, che riguardano da vicino tutti noi &#8211; nessuno escluso. Due settori apparentemente distanti ma saldamente legati da un concetto, che potremmo definire Chimica Aumentativa. Da un lato la gerontologia d&#8217;avanguardia e le sue innovative teorie sulla rigenerazione, che promettono di allungare indefinitamente la durata della vita. Dall&#8217;altro le ultime variazioni molecolari dei Drug designer, che lasciano immaginare questi anni extra di vita trascorsi in un infinito trip psichedelico. Insomma il futuro parrebbe essere popolato di psiconauti ultracentenari, arzilli nonnetti che cavalcano baldanzosi la quarta et\u00e0 sull&#8217;onda di una iper-consapevolezza lisergica\u2026 Matusalemme pi\u00f9 Timothy Leary pi\u00f9 il Bunga. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p><strong>Senescenza Irrilevante<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/b\/b8\/Aubrey_de_Grey.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" style=\"border: solid gray 1px;\" title=\"Aubrey De Grey\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/b\/b8\/Aubrey_de_Grey.jpg\/220px-Aubrey_de_Grey.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"276\" \/><\/a>Questo \u00e8 l&#8217;obiettivo di Aubrey De Grey, uomo bandiera della medicina rigenerativa, e della sua fondazione &#8220;Strategies for Engineered Negligible Senescence&#8221; (SENS). De Grey, che ha il physique du r\u00f4le del mago e un delizioso accento inglese, raccoglie fondi per una causa molto nobile: invertire l&#8217;invecchiamento. Qui sta la sua genialit\u00e0, scientifica ma anche di marketing: non per le generazioni future, bens\u00ec per la nostra. Gli studi sul DNA mitocondriale di De Grey, che viene dall&#8217;informatica, lo hanno portato a sovvertire il pensiero dominante sull&#8217;invecchiamento, sostenendo che questo non \u00e8 affatto scritto nei nostri geni (i quali, secondo alcuni, sarebbero responsabili solo al 10% nel determinare l&#8217;aspettativa di vita), ma invece ha delle cause precise e pu\u00f2 quindi essere curato, e non semplicemente rallentato o reso meno disagevole, che \u00e8 l&#8217;approccio abituale della gerontologia. Nel suo saggio <em>Ending Aging<\/em> del 2007, De Grey individua sette cause cellulari dell&#8217;invecchiamento: si va dai &#8220;Rifiuti extra-cellulari, responsabili di malattie come il morbo di Alzheimer&#8221; a\u00a0 &#8220;Mutazioni nei legami reciproci extra-cellulari tra proteine, causa tra l&#8217;altro dell&#8217;irrigidimento delle pareti arteriose.&#8221; L&#8217;idea \u00e8 di mettere a punto dei protocolli (cellule staminali, terapie genetiche, ecc.) in grado di far regredire questi processi. Secondo De Grey la combinazione di queste cure potrebbe portare a quella che lui chiama &#8220;la velocit\u00e0 di fuga della longevit\u00e0 umana&#8221; &#8211; insomma la vita eterna, o quasi. D&#8217;altronde le statistiche parlano chiaro: non solo la vita si allunga, ma la grande maggioranza degli esseri umani muore, come si dice, nel suo letto, di vecchiaia o di una delle malattie dell&#8217;elenco di De Grey. Questo \u00e8 un altro aspetto interessante di questa vicenda. Sulle cause dell&#8217;invecchiamento infatti sono tutti d&#8217;accordo; e anche sulle cure. Non \u00e8 un caso che la medicina moderna punti moltissimo sulle Staminali e sulla genetica. L&#8217;idea di De Grey \u00e8 appunto un&#8217;idea, un&#8217;intuizione, e anche un po&#8217; una sovversione: chi l&#8217;ha detto che si deve invecchiare? E se le cause del decadimento le curassimo tutte, dove sta scritto che invecchieremmo comunque? La filosofia, e la religione, sono ovviamente dietro l&#8217;angolo. Il bello per\u00f2 \u00e8 che finalmente non \u00e8 &#8220;chi vivr\u00e0 vedr\u00e0&#8221; ma, secondo il SENS, &#8220;intorno al 2030&#8221;: teniamo duro.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde l&#8217;allungamento dell&#8217;aspettativa di vita e il posticipo della senescenza sono fenomeni che conosciamo molto bene, da almeno un secolo, anche negli aspetti sociali e psicologici pi\u00f9 drammatici. Siamo ben contenti di vivere pi\u00f9 a lungo, ma naturalmente speriamo tutti di arrivarci in buona salute, e sani di mente. E possibilmente in un mondo che non sia completamente andato a puttane &#8211; anche per via della sovrappopolazione. Che \u00e8 soltanto una delle questioni gigantesche aperte da questo scenario: se fossi l&#8217;INPS, le teorie di De Grey mi preoccuperebbero molto. Non solo, ma nell&#8217;occidente industrializzato l&#8217;et\u00e0 media \u00e8 gi\u00e0 immensamente pi\u00f9 alta rispetto al resto del mondo, e ovviamente i primi a fruire dei nuovi ritrovati saremo noi, no? Benvenuti in un incubo, nel quale per\u00f2 noi siamo gli zombi: un mondo (questo qua, non uno pi\u00f9 grande) pieno di vecchi antichissimi per\u00f2 giovanissimi e sveglissimi, con tempo da perdere, il cazzo in tiro e la pensione assicurata per i successivi 96 anni &#8211; che loro ovviamente contano di trascorrere gozzovigliando alla faccia dei giovani. Dovremmo saperlo bene: in fondo siamo noi. E al SENS si rendono perfettamente conto delle nostre aspettative: &#8220;Impiegheremo una variet\u00e0 di tecniche diverse, inclusa la riparazione di cellule e di materiale extra-cellulare in situ, che globalmente chiamiamo Biotecnologie di Ringiovanimento.&#8221; Espressione perfetta anche per la campagna pubblicitaria.<\/p>\n<p><strong>Interludio<\/strong><br \/>\nUna volta, insieme al compianto Giancarlo Arnao (tra i massimi esperti italiani di droghe, scomparso nel 2000), che all&#8217;epoca aveva circa 70 anni e meditava di andare in pensione (era dentista), si parlava di droghe e terza et\u00e0. Fu come al solito fulminante: &#8220;E&#8217; l&#8217;et\u00e0 perfetta per prenderle tutte. In fondo non hai pi\u00f9 obblighi verso i figli, non svolgi lavori delicati e hai un mucchio di tempo libero. Non solo, ma perfino se dovessi diventare dipendente, in fondo che male farebbe?&#8221; C&#8217;\u00e8 da crederci, lui di sostanze se ne intendeva. M&#8217;\u00e8 sempre sembrato uno scenario confortante: un autunno di fattanza controllata ma buongustaia, innocua e un po&#8217; svagata (o furibonda e ipersessuale, come si usa ultimamente). Naturalmente Arnao \u00e8 culturalmente figlio degli anni &#8217;60, e ha sempre avuto un atteggiamento scientifico e indagatore con le droghe, oltre che ricreativo. Era un vero psiconauta, non tanto nell&#8217;abuso di sostanze quanto proprio nel suo ruolo, un po&#8217; scienziato e un po&#8217; cavia. Quando negli anni &#8217;60 fu popolarizzato l&#8217;LSD, innanzitutto in ambito medico e psicoanalitico (sia Arnao che Fellini fecero la loro prima esperienza lisergica, quando era ancora legale, proprio in questo contesto), il suo status era gi\u00e0 molto singolare. Innanzitutto per la potenza dell&#8217;effetto, ma anche per la capacit\u00e0 di farci attraversare le famose Porte della Percezione, permettendoci di accedere a quella che molti descrivono come il lato non visibile della nostra mente, e forse anche della realt\u00e0. Albert Hoffmann, il suo inventore, la consider\u00f2 fin da subito una molecola molto speciale, Allen Ginsberg parlava di allargamento dell&#8217;area della coscienza, gli hippies lo descrivevano come un viaggio interiore molto esotico. Erano davvero altri tempi, e sostenere oggi che si possano assumere delle droghe per fare un&#8217;esperienza culturale suona come una follia. Per molti anni per\u00f2 \u00e8 stato cos\u00ec, e questo spirito sopravvive tutt&#8217;ora, con tutte le dovute differenze.<\/p>\n<p><strong>Psichedelia Trans-umana<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-873\" style=\"border: 1px solid gray;\" title=\"Alexander Shulgin\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/shlgn.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"272\" \/>Su una cosa sono tutti d&#8217;accordo: dopo Hoffmann viene Alexander Shulgin, farmacologo americano (classe 1925) e stupefacente figura di psiconauta militante. Nel &#8217;67 riscopre l&#8217;MDMA, dieci anni dopo la popolarizza, introducendola alla comunit\u00e0 scientifica come coadiuvante nelle terapie psicologiche, e se ne innamora. Nel &#8217;94 pubblica, insieme alla moglie, il fondamentale saggio <em>Phenethylamines I Have Known and Loved: a chemical love story<\/em>. Delle Feniletilamine fanno parte sia l&#8217;Extasy (MDMA) che la Mescalina. Non pago, nel &#8217;97 arriva il seguito, <em>Tryptamines i Have Known And Loved: The Continuation<\/em>, dedicato alle Triptamine &#8211; famiglia a cui appartengono sia il DMT che la Psilocibina. I libri di Shulgin (detti PiHKAL e TiHKAL) vanno dritti al punto: &#8220;PiHKAL \u00e8 diviso in due parti: un&#8217;autobiografia letteraria della coppia e dettagliate istruzioni per sintetizzare oltre 200 molecole psichedeliche, inclusi dosaggi, controindicazioni e altri commenti.&#8221; La DEA non sa bene cosa pensare di lui: da un lato \u00e8 loro consulente, ha ricevuto diversi premi e scritto saggi legali sul tema; dall&#8217;altro per\u00f2 dichiara: &#8220;In molti dei laboratori clandestini che abbiamo scoperto c&#8217;erano copie dei suoi libri&#8221;.<\/p>\n<p>Shulgin ovviamente ha uno status non dissimile da quello di Hoffmann o Leary, sia presso la comunit\u00e0 scientifica che presso i fan delle sue molecole: disapprovazione da un lato, culto e aura di santit\u00e0 dall&#8217;altro. Eh s\u00ec, perch\u00e9 la Psiconautica nel 2011 non \u00e8 mica morta, anzi. Grazie a Internet e alla geo-diversit\u00e0 di legislazioni sul tema, mai come oggi \u00e8 possibile sperimentare col proprio cervello. Non solo, ma gli stati devono rincorrere il mercato per stare dietro alle milioni di varianti molecolari, tutte legali fino all&#8217;inserimento nelle tabelle di legge che infatti ormai assomigliano a elenchi del telefono. Ovviamente il mondo \u00e8 pieno di luoghi con leggi assai pi\u00f9 lente, ed esiste un mercato gigantesco di sostanze: vecchie, nuove, nuovissime e ovviamente quelle future &#8211; che qualcuno ha prodotto ma nessuno ha mai testato. Per\u00f2, mentre Shulgin sa esattamente cosa sta facendo, qui \u00e8 tutto molto pi\u00f9 ambiguo e rischioso: ci sono varianti molecolari dell&#8217;MDMA in grado di uccidere il tuo fegato in 6 ore, e te in 12. L&#8217;illegalit\u00e0 ovviamente moltiplica per mille il rischio. Fatto sta che oggi \u00e8 possibile allargarsi l&#8217;area della coscienza praticamente in qualsiasi modo, e l&#8217;universo delle Designer drug \u00e8 in costante espansione. Esattamente come negli anni &#8217;60, anche stavolta c&#8217;\u00e8 dietro anche una voglia di cambiamento e di sovversione del pensiero dominante: &#8220;Si pu\u00f2 provare a cambiare l&#8217;ambiente esterno, oppure si pu\u00f2 cambiare la propria coscienza,&#8221; dichiara Dave Pearce a Dazed &amp; Confused, &#8220;ma con le riforme sociali si arriva solo fino a un certo punto.&#8221; E conclude: &#8220;L&#8217;opzione che mi interessa \u00e8 quella delle designer drug, molecole che possono provocare cambiamenti e potenziamenti senza effetti collaterali sociali o cognitivi.&#8221; Pearce \u00e8 un filosofo che &#8220;riflette sull&#8217;eliminazione della sofferenza umana attraverso la nanotecnologia, la farmacologia e la neurochirurgia, per aiutarci a aumentare le nostre potenzialit\u00e0 e trasformarci dapprima in trans-umani e poi in post-umani.&#8221; E non \u00e8 l&#8217;unico a pensarla cos\u00ec: dopotutto il superamento dell&#8217;umano \u00e8 uno dei grandi temi dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Insomma, il futuro \u00e8 post. Post-anziano (a tempo indeterminato, secondo De Grey) o direttamente post-umano. Saranno la ricerca genetica, la chimica e le nanotecnologie a renderci post, e la promessa \u00e8 allettante: non solo quantitativamente pi\u00f9 vita, ma qualitativamente migliore in molti sensi &#8211; allungata, espansa e allargata. E vedo gi\u00e0 diverse tracce di post-umanesimo nascente. Qualcuna mi fa sorridere, come la protesi del presidente (post-capelli) o quelle mammarie esagerate, alle quali il termine trans si adatta proprio bene, ma altre mi strabiliano, come le gambe di Pistorius o i 200\/10 degli occhi artificiali, non soggetti ai limiti umani. Insomma, il post-umanesimo \u00e8 gi\u00e0 qui: per piacere non ditelo alla Santanch\u00e8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Testata: Rolling Stone) In fondo la questione \u00e8 semplice: se sto male vado dal medico, che se sono fortunato mi curer\u00e0, riportandomi allo stato originario. 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