{"id":791,"date":"2010-10-04T11:09:27","date_gmt":"2010-10-04T09:09:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=791"},"modified":"2010-10-04T11:09:27","modified_gmt":"2010-10-04T09:09:27","slug":"quale-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/quale-africa\/","title":{"rendered":"Quale Africa?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/5\/5b\/Mbira_dzavadzimu_1.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" style=\"border: solid gray 1px;\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/5\/5b\/Mbira_dzavadzimu_1.jpg\/535px-Mbira_dzavadzimu_1.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"251\" \/><\/a>Uno degli argomenti sui quali si scatena la genericit\u00e0 dei media (ma anche della gente) \u00e8 l&#8217;Africa. Una grossolanit\u00e0 che emerge spessissimo, in maniera apparentemente inconsapevole, perfino da persone insospettabili. Per molte persone l&#8217;Africa \u00e8 un singolo posto, molto omogeneo, con tradizioni, usi e costumi comuni &#8211; per l&#8217;appunto &#8220;africani&#8221;. Che \u00e8 un po&#8217; come dire &#8220;europei&#8221;: in che senso? Di Lecce o di Reykjav\u00edk? Questa generalizzazione \u00e8 comune in moltissimi settori, dai giornali che parlano di &#8220;tradizioni africane&#8221; ai critici musicali che parlano di musica africana, o meglio ancora <em>africaneggiante<\/em> &#8211; intendendo qualcosa in quattro quarti col Djemb\u00e8. C&#8217;\u00e8 naturalmente un piccolo, inconsapevole razzismo in questo tipo di affermazioni; la mia preferita \u00e8 &#8220;Gli africani hanno il senso del ritmo&#8221;, spesso usata come complimento. A pensarci bene invece \u00e8 un po&#8217; come dire &#8220;I napoletani sono simpatici&#8221; (una frase che li irrita terribilmente) o &#8220;I filippini sono bravi a fare le pulizie&#8221;. Con l&#8217;aggravante che stiamo parlando di un continente grande circa nove volte l&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p>Ora, io posso capire un anziano residente in un piccolo paese, che ha incontrato il primo africano a 60 anni e non li distingue tra di loro (come succede ai cinesi con noi). Ha visto che in Tv quando si parla di cultura africana spunta sempre uno a petto nudo col bongo (la colpevole sciatteria dei media italiani su questi temi \u00e8 di una gravit\u00e0 enorme) e pensa che quello sia quanto. Oggi per\u00f2 le nostre citt\u00e0 sono piene di africani di moltissime culture e estrazioni diverse: cittadini, campagnoli, nobili, poeti, medici, sciamani&#8230; Nel 2010 non sapere niente di Africa non vuol dire solo perdersi qualcosa, ma anche restare seduti sui propri pregiudizi, buoni o cattivi che siano.<\/p>\n<p>Per penetrare l&#8217;universo della musica africana c&#8217;\u00e8 un&#8217;utile separazione, che vale per tutte le musiche ma in particolare per questa: urbana e rurale. Nelle citt\u00e0, specialmente sulle coste, esiste la musica Pop africana, diversa da paese a paese ma sostanzialmente piuttosto simile. La ragione \u00e8 naturalmente la radio e le cassette, i due media attraverso i quali si \u00e8 propagata per decenni la musica in Africa. Quindi esattamente come molti artisti occidentali vengono influenzati da Dr. Dre, c&#8217;\u00e8 un&#8217;intera generazione di africani che ha preso a modello tra gli altri Franco, chitarrista e autore congolese tra i pi\u00f9 influenti d&#8217;Africa. La vicenda del Soukous, la rumba africana, non \u00e8 poi tanto diversa da quella dell&#8217;Hip hop.<\/p>\n<p>Davvero diversa (tanto quanto il Punk e lo Yodel, due generi europei) \u00e8 invece la musica rurale. Qui le tradizioni sono localissime, e la musica dei pigmei Ituri non assomiglia affatto a quella dei Griot, poeti cantanti (ma anche storici, giullari e molto altro) della tradizione Mandinka (una delle etnie pi\u00f9 diffuse in Africa occidentale). Il viaggio nella tradizione africana, che non ha niente a che vedere col Pop locale (esattamente come il Saltarello non somiglia ai Crookers) \u00e8 un labirinto stupefacente nel quale perdersi. Con alcuni interessanti fili da seguire. Un esempio: il mio strumento africano preferito \u00e8 la Mbira, anche detta Sanza, Likembe, Nyunga, Karimba, Kalimba o &#8211; in inglese Thumb piano: una scatola con delle lamelle suonate coi pollici. La ragione dei tantissimi nomi \u00e8 legata alla sua enorme diffusione sul continente. Esattamente come il Tamburo a cornice o il Flauto nell&#8217;area mediterranea, molti strumenti africani sono simili (e in certi casi intercambiabili, come la Kora, il Balafon e a volte anche la Mbira). Ma le musiche prodotte dalle varie etnie, anche vicine, sono molto diverse, anche per via delle diverse accordature degli strumenti. Un musicista africano mi ha spiegato che loro le chiamano &#8220;lingue&#8221;, che ogni scala ha la sua specificit\u00e0 locale e le sue espressioni, proprio come le lingue parlate. Poi uno dice musica africana&#8230;<\/p>\n<p>Nella foto (clicca per ingrandire): Mbira Dzavadzimu (Shona, Zimbabwe) coi risuonatori, detti <em>machachara<\/em>, ricavati da tappi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli argomenti sui quali si scatena la genericit\u00e0 dei media (ma anche della gente) \u00e8 l&#8217;Africa. Una grossolanit\u00e0 che emerge spessissimo, in maniera apparentemente inconsapevole, perfino da persone insospettabili. Per molte persone l&#8217;Africa \u00e8 un singolo posto, molto omogeneo, con tradizioni, usi e costumi comuni &#8211; per l&#8217;appunto &#8220;africani&#8221;. 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