{"id":785,"date":"2010-09-01T14:19:06","date_gmt":"2010-09-01T12:19:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=785"},"modified":"2010-09-01T14:19:06","modified_gmt":"2010-09-01T12:19:06","slug":"carta-canta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/carta-canta\/","title":{"rendered":"Carta canta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/qril.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-786\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/qril.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/qril.png 300w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/qril-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>All&#8217;inizio la musica era ovunque. Ovunque ci fosse un musicista, naturalmente. Ma all&#8217;inizio (tanto per essere pomposi diciamo all&#8217;inizio dei tempi) non esisteva la distinzione tra musicisti e dilettanti, quindi la musica era ovunque ci fosse qualcuno che ne produceva. Fino all&#8217;avvento della riproduzione sonora (alla fine dell&#8217;800) la situazione \u00e8 rimasta invariata, e perfino i primi modelli di grammofono, a carica meccanica, consentivano di riprodurla ovunque: indimenticabile la scena del film Fitzcarraldo di Werner Herzog, dove il protagonista diffonde la voce di Enrico Caruso lungo il Rio delle Amazzoni dalla sua nave. Poi sono arrivati l&#8217;elettricit\u00e0 e il giradischi da salotto, ma la portatilit\u00e0 \u00e8 sempre rimasta un&#8217;esigenza sentita; infatti i due oggetti icona della musica anni &#8217;60 sono la radiolina a transistor e il mangiadischi, strumenti tipici del rompiscatole da spiaggia, ma anche evidenza della natura nomade del suono.<\/p>\n<p>Ricordo con emozione il mio primo walkman. Io appartengo alla generazione che ha visto arrivare lo stereo in casa, poi faticosamente traslocato dal salotto alla stanzetta. La musica della mia formazione, quella degli anni &#8217;70, era pensata per un ascolto concentrato, prolungato, in certi casi psichedelico, e certamente indoor. Quindi l&#8217;arrivo del player a pile con cuffietta (il mio era un modello piuttosto ingombrante, ma con un optional lussuosissimo: due microfoni per la registrazione stereo) per me fu una vera liberazione. Andavo all&#8217;universit\u00e0 a Bologna, e passavo le mie serate in bici, col walkman a palla, pedalando come un forsennato e cantando a squarciagola. La gioia era duplice: da un lato di aver svincolato la musica dalla presa di corrente, e dall&#8217;altro di poter aggiungere una colonna sonora alla realt\u00e0. Oggi suona scontato, ma poter fare la spesa ascoltando i Black Flag (eccellente metodo per evitare spese superflue), o attendere in aeroporto con Music for Airports di Eno era una grande rivoluzione, per la quale si sono spese parole grosse (secondo me giustificate): la colonna sonora della vita, la sonorizzazione della realt\u00e0, il film del mondo, ecc.<\/p>\n<p>Oggi ci siamo abituati, abbiamo tutti un player mp3 (che a volte inizia con la I), ne vediamo decine in autobus e c&#8217;\u00e8 gente che non potrebbe mai pi\u00f9 vivere senza (un po&#8217; esagerato secondo me: \u00e8 vero che il soundscape urbano \u00e8 sempre pi\u00f9 spiacevole, ma l&#8217;ascolto di questi suoni casualmente mixati continua a costituire una delle esperienze pi\u00f9 sorprendenti della mia vita acustica). Per\u00f2 anche la tecnologia si muove, e oggi offre a musicisti e sound designer una nuova possibilit\u00e0 espressiva: comporre una colonna sonora specifica per un luogo, un quartiere, un muro &#8211; o anche una pagina. Il metodo si chiama Codice QR e non \u00e8 nuovissimo. Per\u00f2 oggi, grazie alle connessioni mobili e a strumenti sempre pi\u00f9 potenti, \u00e8 finalmente utilizzabile quasi da tutti. Il sistema \u00e8 semplice: compongo una sonorizzazione specifica per un incrocio, la metto online, dopodich\u00e9 stampo su un adesivo il codice QR con l&#8217;indirizzo del file audio e lo appiccico sul semaforo. Utilizzando un telefono con connessione e fotocamera (non necessariamente con la I nel nome) si pu\u00f2 leggere il codice e ascoltare in tempo reale, dalla rete, quel brano in quel luogo. Al momento sto lavorando a un radiodramma site-specific che utilizza questa tecnologia: storie ambientate in certi luoghi, e ascoltabili solo in quei luoghi. Gli sviluppi naturalmente sono milioni, dalla pubblicit\u00e0 (che gi\u00e0 ne fa uso) fino all&#8217;inclusione di musica nelle riviste. Quello che vedete in questa pagina \u00e8 il codice QR di un brano realizzato nel 2008, che secondo me potrebbe essere una curiosa colonna sonora per sfogliare InSound. Andate in rete, cercate il software (solitamente gratuito) per il vostro telefono (o PC: anche le webcam leggono il Codice QR) e buon ascolto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio la musica era ovunque. Ovunque ci fosse un musicista, naturalmente. Ma all&#8217;inizio (tanto per essere pomposi diciamo all&#8217;inizio dei tempi) non esisteva la distinzione tra musicisti e dilettanti, quindi la musica era ovunque ci fosse qualcuno che ne produceva. 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