{"id":723,"date":"2010-05-08T11:22:15","date_gmt":"2010-05-08T09:22:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=723"},"modified":"2010-05-08T11:22:15","modified_gmt":"2010-05-08T09:22:15","slug":"computer-ben-temperato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/computer-ben-temperato\/","title":{"rendered":"Computer ben temperato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/il510.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-724\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/il510.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"191\" \/><\/a>Uno dei momenti in cui mi sono reso conto di appartenere a una generazione antica \u00e8 stato quando, dopo aver imparato a fare musica col PC nella combinazione computer Atari e software Cubase (lo standard di fine anni &#8217;80) e averlo fatto per anni, qualcuno mi ha detto: &#8220;C&#8217;\u00e8 una nuova versione di Cubase, e anche il computer \u00e8 un po&#8217; vecchiotto.&#8221; Ebbi un piccolo corto circuito: il mio amatissimo Atari e il mio Cubase erano diventati talmente personali da essere come un violino o una chitarra. Mi ero affezionato a quella tastiera, avevo appiccicato degli adesivi sul monitor, insomma consideravo l&#8217;hardware (e il software in esso contenuto) come uno strumento in senso classico &#8211; che si pu\u00f2 amare anche fisicamente. Figurarsi se li avrei mai scambiati per altri oggetti. Come una chitarra invecchia insieme a noi, cos\u00ec ha fatto il mio Atari: ho comperato un altro computer per farci tutto il resto, ma il mio &#8220;strumento musicale&#8221; \u00e8 rimasto sostanzialmente lo stesso per quasi dieci anni. Poi sono definitivamente migrato altrove, ma dopo un distacco lunghissimo, quasi patologico. C&#8217;\u00e8 da dire che la tecnologia MIDI \u00e8 stata cos\u00ec longeva (e nata gi\u00e0 quasi perfetta trent&#8217;anni fa) che non ho avuto bisogno di cambiare sequencer, mentre le periferiche (cio\u00e8 gli effettivi strumenti musicali MIDI) naturalmente s\u00ec. Solo qualche anno dopo aver smesso l&#8217;Atari sono passato a sistemi con audio digitale &#8211; una notevole piroetta, che ha richiesto molti mesi di rieducazione.<\/p>\n<p>Questa ormai \u00e8 una regola che conosciamo tutti molto bene: affezionarsi alla tecnologia non \u00e8, tranne in rarissimi casi, una scelta saggia. Ho posseduto dei laptop che ho amato molto (io sono sempre in giro, e il computer ormai fa parte della mia schiena, nello zainetto), ma che a un certo punto sono diventati inutili. Non morti, che sarebbe una fine brutta ma onorevole ma inutili, passati, non fanno cose che quando li hai comperati non c&#8217;erano (magari solo tre anni fa); i video sono pi\u00f9 pesanti, le applicazioni richiedono pi\u00f9 memoria. La stessa cosa \u00e8 vera per le macchine fotografiche, vittime di quella che io chiamo la Maledizione dei Megapixel: la foto che oggi ti sembra perfetta, tra due anni sar\u00e0 cos\u00ec cos\u00ec, mentre quella del vicino (macchina nuova, doppio dei tuoi megapixel, met\u00e0 del prezzo della tua due anni fa) sar\u00e0 assai pi\u00f9 verde. Anche gli strumenti per fare la musica digitale funzionano cos\u00ec: il plugin di oggi beve pi\u00f9 RAM di quello di ieri, ma suona meglio.<\/p>\n<p>Per\u00f2 la mia migrazione definitiva dalla piattaforma Atari\/Cubase ha prodotto un risultato inaspettato. Non mi sono mai pi\u00f9 affezionato a una combinazione Hardware\/Software e le uso tutte, in maniera assai casuale. Ho lavorato con Pro Tools, poi Logic, mi piace molto Reason, mi attira Live ma non snobbo Fruity Loops (che si \u00e8 rifatta l&#8217;immagine e si chiama FL qualcosa), le tastierone da piano bar (ce ne sono di mediorientali favolose) e, se esiste, il software musicale dei Puffi. Insomma mi sono accorto che quello a cui ero affezionato non era l&#8217;interfaccia, e nemmeno l&#8217;oggetto stesso bens\u00ec il processo di composizione digitale, e i suoi effetti perfino ambientali sulla mia giornata, la mia casa e il mio umore. Quindi non mi mancavano ne&#8217; l&#8217;Atari e il suo elegante bianco e nero, ne&#8217; l&#8217;interfaccia del vecchio Cubase, forse insuperabile. Potevo utilizzare quel linguaggio e metodo con qualsiasi altra macchina digitale e software diversi (perfino non musicali) ottenendo lo stesso risultato &#8211; sonoro ma soprattutto nel senso del processo, che per me \u00e8 una parte essenziale del lavoro.<\/p>\n<p>A proposito: ultimamente pratico uno sport estremo che dovreste provare &#8211; il feedback modulato da Skype. Servono due laptop nella stessa stanza: vi chiamate a vicenda, alzate i volumi di microfoni e casse e poi, avvicinando e allontanando i due computer, suonate il feedback &#8211; che se c&#8217;\u00e8 traffico ha pure del delay. Si pu\u00f2 guarnire con un simulatore di ampli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei momenti in cui mi sono reso conto di appartenere a una generazione antica \u00e8 stato quando, dopo aver imparato a fare musica col PC nella combinazione computer Atari e software Cubase (lo standard di fine anni &#8217;80) e averlo fatto per anni, qualcuno mi ha detto: &#8220;C&#8217;\u00e8 una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-723","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-inloop"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7LwWR-bF","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/723","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=723"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/723\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=723"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=723"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=723"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}