{"id":629,"date":"2009-11-01T12:31:07","date_gmt":"2009-11-01T10:31:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/2009\/11\/esercitarsi-in-pubblico\/"},"modified":"2009-11-01T12:31:07","modified_gmt":"2009-11-01T10:31:07","slug":"esercitarsi-in-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/esercitarsi-in-pubblico\/","title":{"rendered":"Esercitarsi in pubblico"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;erano una volta, e grazie al cielo ci sono ancora, i &#8220;musicisti&#8221;. Ci metto le virgolette perch\u00e9 mi riferisco a coloro che rendono onore etimologico a questo termine: persone capaci di prendere uno strumento musicale e farlo suonare &#8211; azzittendoci, meravigliandoci e a volte commuovendoci. Che si tratti di musicisti di derivazione popolare o colta, che suonino uno strumento monodico o polifonico, che lo facciano da soli o in gruppo, certi tratti essenziali sono gli stessi. Spesso si inizia da piccoli, e nei primi mesi (a volte anni) ci si fanno le dita, si acquista familiarit\u00e0 con le possibilit\u00e0 dello strumento, si imparano posizioni, diteggiature e modalit\u00e0 di esecuzione. Poi, una volta superata questa fase, ci si misura col repertorio di quello strumento. Questo vale per il Clavicembalo, ma anche per la Chitarra elettrica e il Rap: conoscere il lessico di Bach, Hendrix o Method Man \u00e8 una condizione essenziale per un musicista. Lo sviluppo di un proprio stile personale passa quasi sempre attraverso la metabolizzazione di quelli degli altri, soprattutto del passato, specie quelli dei fuoriclasse dello strumento. Quindi all&#8217;inizio si copia, si rif\u00e0 e solo dopo un certo tempo, a volte, emerge uno stile personale. Che in rarissimi casi \u00e8 effettivamente originale, ma pi\u00f9 spesso \u00e8 una combinazione di elementi assorbiti qua e l\u00e0. Jon Hassell per esempio (uno dei miei musicisti preferiti) suonerebbe la tromba, se non fosse che da un lato ha sviluppato un suono unico, riconoscibilissimo e molto lontano da quello che di solito associamo a quello strumento, e dall&#8217;altro ha assorbito stili e modalit\u00e0 della musica classica indiana (in particolare quelle vocali del nord e quello del flauto Bansur della tradizione Karnatica).<\/p>\n<p>Questa progressione di apprendimento, sviluppo e sintesi stilistica funziona esattamente allo stesso modo anche nella musica elettronica di matrice popular, solo che per pigrizia (se non peggio) si tende a assumere il contrario: &#8220;Oggi, col computer, sono tutti in grado di fare musica. Basta pigiare dei bottoni, scegliere dei colori e poi fa tutto il PC. Il risultato \u00e8 noiosissimo, omologato e prevedibile: vuoi mettere quando si passavano anni e anni a fare scale?&#8221; Questo \u00e8 un luogo comune assai pericoloso, per diversi motivi. Non solo \u00e8 sbagliato, ma \u00e8 passatista &#8211; e quando qualche mia opinione suona cos\u00ec mi insospettisco sempre un pochino. Tra l&#8217;altro, suggerire l&#8217;idea che il futuro sar\u00e0 peggiore del passato non mi pare esattamente il messaggio giusto da dare ai giovani, molti dei quali fanno musica col PC.<\/p>\n<p>La vera, grande differenza tra il passato \u00e8 il presente non mi pare essere l&#8217;iter per diventare buoni musicisti, ma semmai il luogo in cui questo avviene. Non pi\u00f9 nel privato della stanzetta, dove molti di noi hanno passato anni e anni a rifare, copiare e esercitarsi (spesso facendo cagare all&#8217;inizio e poi migliorando), bens\u00ec in pubblico &#8211; ma un pubblico diverso da quello &#8220;analogico&#8221; di una volta. Oggi infatti si ha una percezione molto pi\u00f9 sfumata del confine tra pubblico e privato, e non solo nella musica: il fenomeno delle adolescenti che si postano seminude su Myspace la dice lunga su questo tema. Quindi tutta quella musica auto-simile che si sente in rete non \u00e8 altro che la versione digitale della patetica, e molto poco verosimile, imitazione di Little Wing di Hendrix con cui ho ammorbato mia madre per anni. Poi, per fortuna (e tenacia), le cose sono migliorate e qualche anno dopo ho pubblicato il mio primo album. Oggi anche questo passaggio \u00e8 pi\u00f9 sfumato, e \u00e8 tecnicamente possibile &#8220;pubblicare&#8221; la propria musica (ad esempio su jamendo.com) anche per un esordiente. Meglio di una volta? Peggio? Di sicuro profondamente diverso da prima.<\/p>\n<p>Quello che resta uguale per\u00f2 \u00e8 il percorso di cui sopra. Il digitale render\u00e0 pure tutto pi\u00f9 veloce e istantaneo, ma la mancanza di quel tragitto \u00e8 difficile da mascherare, perch\u00e9 viene immediatamente rilevata da quei magnifici detector posseduti da ogni ascoltatore esperto: orecchie ben addestrate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;erano una volta, e grazie al cielo ci sono ancora, i &#8220;musicisti&#8221;. Ci metto le virgolette perch\u00e9 mi riferisco a coloro che rendono onore etimologico a questo termine: persone capaci di prendere uno strumento musicale e farlo suonare &#8211; azzittendoci, meravigliandoci e a volte commuovendoci. 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