{"id":57,"date":"2009-09-30T11:17:32","date_gmt":"2009-09-30T09:17:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/inloop\/2009\/09\/30\/chi-trova-chi-cerca-e-chi-no\/"},"modified":"2009-09-30T11:17:32","modified_gmt":"2009-09-30T09:17:32","slug":"chi-trova-chi-cerca-e-chi-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/chi-trova-chi-cerca-e-chi-no\/","title":{"rendered":"Chi trova, chi cerca e chi no"},"content":{"rendered":"<p>Una delle vocazioni della musica \u00e8 la Ricerca, altrimenti detta Sperimentazione. Tant&#8217;\u00e8 che \u00e8 diventato un genere, dentro il quale si trova di tutto. Si potrebbe dire che ogni musica non immediatamente classificabile, specie se elettronica, finisca dentro la scatola della Ricerca &amp; Sperimentazione. Alcune arti, come il cinema, il teatro e la musica hanno una consolidata tradizione di R&amp;S. In certi casi la definizione \u00e8 molto appropriata. Esistono repertori interi di musicisti (cineasti, autori teatrali) che hanno speso la propria vita a sperimentare, a ricercare. Penso a gente come Cage o Carmelo Bene, per i quali la ricerca era il senso del loro pensare e fare. Ma si tratta di rare eccezioni.<\/p>\n<p>Ricerca e Sperimentazione, termini di chiara provenienza scientifica: evocano signori in camice bianco con gli occhiali, preferibilmente di una certa et\u00e0, che ricercano e quindi sperimentano nuovi ritrovati e tecnologie destinate al bene dell&#8217;umanit\u00e0. Gente che cerca, e poi fortunatamente trova. Questo, in certi casi, \u00e8 stato vero anche nella musica (e nel teatro, o nel cinema). Anzi, in molti casi soluzioni considerate arditissime (e sperimentalissime) all&#8217;inizio, sono poi entrate nel lessico comune. Ma in questi casi si tratta quasi sempre di sperimentazioni applicate a generi (come il Dub per il Reggae, o l&#8217;Impressionismo nella pittura figurativa) e non di ricerca pura (come certe cose elettroniche di Stockhausen). Infatti sia il Dub che l&#8217;Impressionismo sono diffusissimi, mentre Kontakte (opera strabiliante di Stockhausen del 1960, per pianoforte, percussioni e nastro magnetico) resta ancora oggi &#8220;Sperimentale&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, all&#8217;alba del terzo millennio, la situazione di R&amp;S nelle arti, e in particolare nella musica, si \u00e8 un po&#8217; cristallizzata. Da un lato ci sono quelli che si autodefiniscono sperimentali, che di solito sono noiosissimi. Non mi pare che ricerchino niente: si limitano a riprodurre i suoni della sperimentazione storica, con l&#8217;idea che meno si capisce pi\u00f9 \u00e8 arte. Queste persone secondo me sono dannosissime: convincono il grande pubblico che R&amp;S siano sinonimo di noia incontenibile, mancanza di progetto e incapacit\u00e0 di produrre cose sensate. La loro musica \u00e8 cupa e minacciosa, angolosa e inascoltabile, e spesso \u00e8 accompagnata da note di copertina altrettanto insensate. In Italia di questi ne abbiamo un certo numero, equamente divisi tra teatro, video e musica. Tremendi da soli, mortali se in combination.<\/p>\n<p>Poi invece, grazie al cielo, ci sono altri sperimentatori, che per\u00f2 non ricercano in generale ma lo fanno all&#8217;interno di generi, e non si definirebbero mai sperimentali. Hendrix, Tarantino, Magritte, Miles Davis, i Beatles e Borges appartengono a questa categoria. Di alcuni \u00e8 possibile cogliere esattamente il giorno, l&#8217;attimo in cui il loro ricercare ha avuto il suo naturale esito, e cio\u00e8 il trovare. Eh gi\u00e0, perch\u00e9 questi ricercatori poi effettivamente trovano qualcosa, i loro esperimenti danno degli esiti; a volte si tratta di risultati destinati a rimanere isolati bench\u00e9 riusciti, come Revolution 9 dei Beatles. Altre volte invece quelle che si trovano sono soluzioni, tecniche ed estetiche, destinate a influenzare molte persone (e quindi in fondo a fare del bene all&#8217;umanit\u00e0, esattamente come il ricercare di Pasteur o di Madame Curie): penso spesso alla faccia che devono aver fatto i Pink Floyd alla fine delle registrazioni di Ummagumma, o a quella di Hendrix mentre riascoltava Electric Ladyland.<\/p>\n<p>Insomma: c&#8217;\u00e8 chi cerca per amore del cercare, e quando trova poi cerca altro. C&#8217;\u00e8 poi chi lo fa per progredire, e trova soluzioni tecniche e nuovi suoni anche a beneficio di tutti noi. Infine ci sono quelli che lo fanno perch\u00e9 fa figo, perch\u00e9 non ci sono regole e quindi vale tutto. Per questi ultimi avrei perfino una soluzione: lavori forzati per nulla sperimentali, tipo spaccare le pietre o scrivere minuetti in do maggiore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle vocazioni della musica \u00e8 la Ricerca, altrimenti detta Sperimentazione. Tant&#8217;\u00e8 che \u00e8 diventato un genere, dentro il quale si trova di tutto. Si potrebbe dire che ogni musica non immediatamente classificabile, specie se elettronica, finisca dentro la scatola della Ricerca &amp; Sperimentazione. 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