{"id":534,"date":"2009-10-02T00:44:05","date_gmt":"2009-10-01T22:44:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=534"},"modified":"2009-10-02T00:44:05","modified_gmt":"2009-10-01T22:44:05","slug":"croce-e-delizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/croce-e-delizia\/","title":{"rendered":"Croce e Delizia"},"content":{"rendered":"<p><strong>La tortura fa orrore a tutti, ma incuriosisce il grande pubblico. Qualcuno poi proprio la desidera.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-535\" style=\"border: 1px solid gray;\" title=\"Dilatatore per orifizi\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/as1009.jpg\" alt=\"as1009\" width=\"450\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/as1009.jpg 450w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/as1009-300x248.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/>Tale e tanta \u00e8 l&#8217;attrazione dei turisti per gli strumenti di tortura che ogni citt\u00e0 europea che si rispetti ha il suo bel museo dedicato, da Amsterdam a Londra, fino a Matera. Insomma la tortura piace, attira e suscita curiosit\u00e0. Non sorprende, trattandosi di una pratica che nel corso dei secoli si \u00e8 andata raffinando fino a raggiungere vette sublimi (o abiette, a scelta). Gi\u00e0, perch\u00e9 in teoria saremmo tutti capaci di fare del male a qualcuno, ma \u00e8 solo attraverso l&#8217;impiego di strumenti adeguati che la sofferenza si moltiplica fino a raggiungere gradi (e zone del corpo) impensabili; soltanto in mani sapienti l&#8217;amministrazione del dolore raggiunge davvero livelli altissimi e quindi lo scopo. Oggi sappiamo che fortunatamente la tortura \u00e8 fuori dalle procedure legali dei paesi civili (inclusi finalmente anche gli Stati Uniti) ma non \u00e8 affatto sparita dalla fantasia occidentale, specialmente quella legata alla sessualit\u00e0.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la tortura ha sempre avuto un potente elemento sessuale, e per verificarlo basta visitare uno di questi musei e osservare i disegni d&#8217;epoca: la vittima \u00e8 quasi sempre seminuda, esposta, legata (in maniere a volte davvero complicate) e spesso di fronte a un pubblico attentissimo. Alcuni dei supplizi sono di natura direttamente sessuale, come l&#8217;impalamento o la dilatazione degli orifizi. Ma molti degli altri hanno comunque un posto nell&#8217;immaginario dei Sado-Masochisti. E non mi riferisco ai maniaci violenti, bens\u00ec a quella notevole quantit\u00e0 di esseri umani che, in una forma o nell&#8217;altra, pratica quello che in inglese si chiama Power Exchange, la volontaria cessione del potere di uno dei due partner, e l&#8217;assunzione di questo da parte dell&#8217;altro. Che \u00e8 innanzitutto una dinamica psicologica (terreno magari meno ovviamente violento, ma certamente delicato) dove a volte vengono ricreati consensualmente alcuni degli scenari della tortura. A cominciare dal pi\u00f9 importante: il dolore (o la costrizione, o magari anche solo un linguaggio pi\u00f9 brutale) come mezzo per raggiungere uno scopo. Nella tortura naturalmente si tratta della confessione. Nel BDSM (acronimo di Bondage Domination Sado Masochism) la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa e ognuno ha la sua teoria. Diciamo che qui lo scopo del dolore, della costrizione o della deprivazione sensoriale \u00e8 il raggiungimento di uno stato, che qualcuno chiama perfino resa (surrender), e l&#8217;induzione nel Submissive (uomo o donna che sia) di una condizione chiamata Sub Space, dove l&#8217;abbandono \u00e8 totale. Naturalmente, essendo il motto della comunit\u00e0 BDSM Safe, Sane and Consensual (sicuro, sano di mente e consensuale), tutto questo accade in un clima di fiducia totale; ci\u00f2 nonostante il clima di una session pu\u00f2 essere davvero rovente, e non poi cos\u00ec dissimile da quello descritto nei musei della tortura.<\/p>\n<p>Nei quali si vedono perlopi\u00f9 stampe e riproduzioni di macchinari, a volte ingegnosissimi, per terrorizzare, torturare e spesso uccidere le vittime: impalatoi, rulli infernali per lo smembramento, la Vergine di Norimberga, la Ruota di Caterina o il dilatatore anal-vaginal-orale a vite che vedete nella foto, dotato di perfidi uncini terminali. Strumenti e immagini che per\u00f2 raccontano anche di una sapienza raffinatissima, sia fisica che psicologica (alcuni di questi oggetti sembrano essere pi\u00f9 che altro deterrenti), di una conoscenza del corpo umano (e dei suoi punti deboli) davvero sopraffina e di una grande immaginazione nel creare, e utilizzare, uno strumentario adatto alla bisogna. Tutte cose che oggi sopravvivono nel BDSM, e che sono considerate le qualit\u00e0 di un bravo Dominant (uomo o donna che sia). Insomma la tortura spaventa, repelle ma attira: \u00e8 spaventosa se non consensuale, ma per alcuni spaventosamente attraente se praticata con sensatezza e senza danni fisici. La prima \u00e8 finalmente finita nei musei, mentre la seconda si diffonde ogni anno di pi\u00f9. Per fortuna tra adulti consenzienti \u00e8 ancora quasi tutto permesso &#8211; perfino in Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tortura fa orrore a tutti, ma incuriosisce il grande pubblico. 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