{"id":500,"date":"2000-03-16T16:38:04","date_gmt":"2000-03-16T14:38:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/2000\/03\/sulla-cultura-dei-files\/"},"modified":"2000-03-16T16:38:04","modified_gmt":"2000-03-16T14:38:04","slug":"sulla-cultura-dei-files","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/sulla-cultura-dei-files\/","title":{"rendered":"Sulla cultura dei files"},"content":{"rendered":"<p>(Testata: RadioLilliput)<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una riflessione personale sui supporti musicali vecchi, come il vinile, la cassetta e il cd, e nuovi, come RealAudio, MP3 o Liquid Audio. La scrivo per commentare l&#8217;uscita sul mercato del walkman MP3 e, piu&#8217; in generale, di tutto lo sviluppo del mercato musicale in Internet, che si avvia a diventare il principale veicolo di vendita della musica. Sono stato subito affascinato dalle possibilit\u00e0 della musica in rete, e non credo che ci sia bisogno che ci diciamo perch\u00e9. Gi\u00e0 da luglio 1997 il mio ultimo album \u00e8 disponibile sul web, sia in formato RealAudio che nello standard MP3: penso che questa informazione basti a dire quanto mi interessi, sia professionalmente che &#8220;politicamente&#8221;.<\/p>\n<p>Avevo 14 anni quando ho acquistato &#8220;The Dark Side of the Moon&#8221; dei Pink Floyd, e nel corso dei successivi 3\/4 anni l&#8217;ho letteralmente consumato, succhiandomelo nota per nota tutto quanto. E&#8217; stato uno dei molti album che, nel bene e nel male, ha influenzato il mio modo di fare musica. Appena acquistato mi piacevano Money e The great gig in the sky. Un paio di mesi dopo un amico mi ha tradotto il testo di Breathe\/Time, e mi sono commosso: me le cantavo in stranzetta col groppo alla gola&#8230; L&#8217;anno successivo \u00e8 stata la volta delle ultime due, Brain Damage e Eclipse. Solo qualche tempo dopo ho capito che Us and Them (la 6) e Any Color you Like (la 7), erano indissolubili dalla 8 (Brain Damage) e dalla 9 (Eclipse). Nella seconda met\u00e0 \u00e0egli anni &#8217;80 mi sono comprato un lettore cd, e (come molti altri) ho anche ricomperato in compact alcuni dei dischi per me fondamentali, tra cui The Dark Side of the Moon. Riascoltandolo (non lo facevo dal &#8217;79), tra la commozione e lo stupore per la modernit\u00e0, ho scoperto On The Run (la 2), che avevo sempre snobbato come una cosa un po&#8217; troppo da sconvoltoni (avevo 15\/16 anni). Si tratta, come probabilmente sapete, di uno dei pezzi ispiratori della Techno, la cui struttura (siamo nel &#8217;72) \u00e8 esattamente identica a quella di un qualsiasi pezzo nato nella rave culture: gli manca solo la cassa in 4.<\/p>\n<p>La nuova tecnologia di distribuzione della musica in rete ci promette che potremo comperare la musica da casa, che mi pare ottimo (notoriamente io detesto le case discografiche) e ci promette anche che coster\u00e0 di meno (bello). Poi aggiunge che non sar\u00e0 copiabile (i dati dell&#8217;acquirente saranno invisibilmente registrati nei files, rendendo rischiosa la pirateria anche domestica), e questo gi\u00e0 mi piace un po&#8217; meno. Io credo molto nel valore assoluto della diffusione della mia musica aldil\u00e0 del denaro che ne ricavo, e il fatto che la gente si registri i miei cd MI PIACE (fermo restando che comperarli \u00e8 meglio), e voglio che possa continuare a farlo. Ma quello di cui voglio discutere \u00e8 la promessa che non dovr\u00f2 pi\u00f9 possedere un intero cd, ma che potr\u00f2 scegliermi i brani e scartare quelli che trovo noiosi o inutili. Questo significa che se uno fa un bell&#8217;album in cui ci sono tante canzoni che, NELL&#8217;INSIEME, funzionano, queste saranno poi smembrate e vendute al dettaglio, con il primo evidente effetto che le canzoni pi\u00f9 martellate dai media saranno quelle pi\u00f9 scaricate e che nemmeno i Los del Rio (autori dell&#8217;indimenticata Macarena) potranno permettersi di fare canzoni diverse o pi\u00f9 difficili. E se la cosa funziona con &#8220;The Very Best of Barry Manilow&#8221;, cosa accadrebbe a The Dark Side&#8230; oggi? Io mi sarei scaricato Money, The Grat Gig in the Sky e sarebbe finita li. Di Elio elst, per esempio, la gente avrebbe La Terra dei Cachi, e forse il Pipppero. E dei vostri album preferiti? Quali e quante canzoni la gente avrebbe, per esempio, dei Casino Royale? E come la mettiamo con quei pezzi che si scoprono dopo ripetuti ascolti (che pure esistono e hanno tutta la loro dignit\u00e0) o quelli volutamente oscuri?<\/p>\n<p>Chiudo questa lunghissimo monologo con un fatto storico. All&#8217;inizio del disco (i 78 giri) si potevano solo registrare 3 minuti per lato, ed \u00e8 cos\u00ec che \u00e8 nata la &#8220;canzone di tre minuti&#8221;; molte forme musicali, per esempio il blues o lo swing, si sono DOVUTE adeguare a questo minutaggio. L&#8217;album di Isaac Hayes &#8220;Hot Buttered Soul&#8221; (da cui hanno pescato fin troppo i Portishead) \u00e8 fondamentale perch\u00e9 per la prima volta si rompe la regola della &#8220;three minutes song&#8221; (1970). Quello che intendo \u00e8 che la musica cambia a seconda del supporto su cui la metti, e per cui la pensi. Non vorrei che, dopo tanto tempo, ci dovessimo ridurre a fare solo singoli (quelli col gancio e il ritornello che torna 500 volte) per essere certi di venire &#8220;scaricati&#8221; dalla rete.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Testata: RadioLilliput) Questa \u00e8 una riflessione personale sui supporti musicali vecchi, come il vinile, la cassetta e il cd, e nuovi, come RealAudio, MP3 o Liquid Audio. 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