{"id":497,"date":"2000-04-15T17:35:34","date_gmt":"2000-04-15T15:35:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=497"},"modified":"2000-04-15T17:35:34","modified_gmt":"2000-04-15T15:35:34","slug":"you-are-the-bestia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/you-are-the-bestia\/","title":{"rendered":"You are the best(ia)"},"content":{"rendered":"<p>(Testata: Sni;z)<\/p>\n<p>Una volta gli animali fantastici esistevano davvero; quando nel &#8216;400 Hyeronimus Bosch dipingeva &#8220;Il Giardino delle Delizie&#8221; (dove , ad un primo colpo d&#8217;occhio, trovo un maiale\/suora, un albero\/uomo, una farfalla rapace, un uccello con corpo umano blu e piedi ad anfora, una sirena che parla con una bestia mezza formica e mezza pesce, un essere la cui testa \u00e8 una civetta e il corpo e&#8217; quello di due umani, un uccello con la testa a conchiglia, etc.) la gente non viaggiava, se non a piedi o in carrozza. Quindi era possibile sostenere che nel Cipangu (l&#8217;antico nome del Giappone) esistevano creature mezze uomini e mezze tacchini: nessuno c&#8217;era stato, e non c&#8217;era modo di controllare. Ecco come diventavano credibili le incredibili creature di Bosch: non ora, non qui, ma altrove, magari in un altro tempo&#8230;<\/p>\n<p>Le prime scoperte dell&#8217;era scientifica hanno curiosamente confermato l&#8217;esistenza di animali bizzarri: ignorando l&#8217;esistenza dei dinosauri, era facile attribuire ai Titani quelle immense ossa che si trovavano sottoterra; e il mare, da sempre luogo di mistero, ogni tanto lasciava a riva corpi di animali talmente strani da suggerire l&#8217;esistenza sott&#8217;acqua di un bestiario terrificante e alieno: ancora oggi la notizia dell&#8217;avvistamento di un Calamaro gigante (di cui esiste, da vivo, solo un&#8217;immagine sfocata) evoca lo stesso sconcerto.<\/p>\n<p>Poi con l&#8217;illuminismo \u00e8 arrivata la scienza ad esplorare, catalogare e spiegare tutto: e cos\u00ec l&#8217;Ornitorinco (mammifero anfibio coi piedi palmati, a pelo lungo ma con becco, che fa le uova) ha perso parte del suo fascino, passando da animale impossibile a prodotto dell&#8217;adattamento all&#8217;ambiente. Idem per il Calamaro gigante: non pi\u00f9 mostro marino ma fratello maggiore (pesante decine di quintali) del calamaro da frittura. E quelle tibie di tre metri non erano dei Giganti bens\u00ec dei dinosauri, che poi si sono estinti&#8230; Insomma, come spesso accade, lo svelamento e la spiegazione sottraggono cibo all&#8217;immaginario, e cos\u00ec le Chimere, i Dragoni, leSirene e le bestie di Bosch sono state relegate nel passato fantastico.<\/p>\n<p>L&#8217;animale immaginario rinasce ufficialmente con l&#8217;avvento del cinema (ed ha la sua apoteosi nell&#8217;animazione: le vere bestie mitologiche odierne sono i Pokemon); fin dall&#8217;inizio, oltre a riprodurre la realt\u00e0, il cinema si propone di superarla: gorilloni, mosconi e alienoni ripopolano l&#8217;immaginazione della gente, spesso rievocando bestie fantastiche del passato: non \u00e8 casuale, per esempio, la somiglianza tra i Draghi del medioevo e l&#8217;Alien di Ridley Scott. Il bestiario fantastico del ventesimo secolo quindi fa ancora leva su antichissime paure, rievocando i mostri mitologici con l&#8217;ausilio della tecnologia. Poi nel 1990 compare una novit\u00e0 importante per la zoologia immaginaria: viene distribuita la versione 1.0 di Photoshop.<\/p>\n<p>Photoshop (distribuito dalla Adobe e giunto nel frattempo alla versione 6) \u00e8 un programma che serve per manipolare fotografie. La stragrande maggioranza delle pubblicit\u00e0 \u00e8 realizzata con questo software che consente di alterare le immagini all&#8217;infinito, creando &#8211; per esempio &#8211; un essere col naso di Sharon Stone, la faccia di Joe Pesci e lo sguardo di George Bush jr; oppure un tapiro con zampe di gallina e la testa di Elton John. Il fotomontaggio esisteva gi\u00e0, ma a differenza di Photoshop era una tecnica difficile, per iniziati. E poi Photoshop \u00e8 uno dei software pi\u00f9 popolari al mondo (e pi\u00f9 piratati); quindi il potenziale per dare corpo alle proprie fantasie pi\u00f9 assurde (e, grazie alla rete, di distribuirle) si \u00e8 diffuso molto capillarmente, creando un nuovo bestiario spesso prevedibile ma a volte sorprendente.<\/p>\n<p>L&#8217;animale fantastico del duemila non \u00e8 un drago a tre teste ma una signorina coi seni ingigantiti a tal punto che le sarebbe preclusa qualsiasi mobilit\u00e0; un signore in giacca e cravatta che si auto-sodomizza con la testa;  gli eroi di X-files in versione transex; un giovanotto di colore sorridente, in piedi, col membro che gli penzola fino alle caviglie; Rambo, sguardo truce e sudato, in tut\u00f9 e scarpette; Barbie con un sorriso satanico ed immensi attributi sessuali maschili; l&#8217;elenco potrebbe andare avanti per molte pagine.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;animale fantastico contemporaneo non fa solo ridere. Utilizzando una tecnica gi\u00e0 nota (dividere l&#8217;immagine di un volto a met\u00e0 per la lunghezza e costruire due facce, fatte ognuna da una delle due met\u00e0 raddoppiate) il mio amico Fcast ha creato questo trittico di Silvio Berlusconi. A sinistra c&#8217;\u00e8 l&#8217;originale, le altre due sono il risultato dello sdoppiamento: il materializzarsi di due individui perfetti, credibili e complementari, la cui contemplazione svela e spiega molto sull&#8217;originale. E che, almeno in me, risvegliano sensazioni profonde e ancestrali di altri famosi doppi: il braccio e la mente, il diavolo e l&#8217;acquasanta, il bastone e la carota, il gatto e la volpe&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Testata: Sni;z) Una volta gli animali fantastici esistevano davvero; quando nel &#8216;400 Hyeronimus Bosch dipingeva &#8220;Il Giardino delle Delizie&#8221; (dove , ad un primo colpo d&#8217;occhio, trovo un maiale\/suora, un albero\/uomo, una farfalla rapace, un uccello con corpo umano blu e piedi ad anfora, una sirena che parla con una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-497","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7LwWR-81","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/497","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=497"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/497\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=497"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=497"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}