{"id":471,"date":"2004-02-15T16:37:40","date_gmt":"2004-02-15T14:37:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=471"},"modified":"2004-02-15T16:37:40","modified_gmt":"2004-02-15T14:37:40","slug":"il-magico-mondo-clear-channel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/il-magico-mondo-clear-channel\/","title":{"rendered":"Il magico mondo Clear Channel"},"content":{"rendered":"<p>(Testata: Rumore)<\/p>\n<p>Cos&#8217;hanno in comune Britney Spears, Nick Cave e Jovanotti? Due gambe? Il fatto che cantano? La fama? Non solo: tutti e tre per i loro concerti si affidano alla Clear Channel, la pi\u00f9 grande multinazionale della musica dal vivo del pianeta, e molto altro &#8211; come vedremo. E se per Britney non sorprende (il pop, si sa, \u00e8 privo di olfatto) forse trovare nella lista i signori Cave (la cui data milanese del 21 febbraio \u00e8 targata Clear Channel) e Cherubini (il cui nome compare sulla prima pagina del sito italiano) invece un po&#8217; si: ambedue hanno fatto chiaramente capire (e nel caso di Lorenzo ci hanno ripetuto ad oltranza) di voler distinguere, di privilegiare il piccolo, il fair trade, che il mio nome \u00e8 mai pi\u00f9, eccetera. Purtroppo di Clear Channel tutto si pu\u00f2 dire tranne che sia una organizzazione equa e solidale. Vediamo di capire cos&#8217;\u00e8, che gi\u00e0 non \u00e8 una cosa facile. Innanzitutto le stazioni radio: Clear Channel negli Stati Uniti ne possiede circa 1.200 (e nel mondo ha investimenti in altre 240), con un bacino di utenza intorno ai 103 milioni di persone, ed ha il controllo di circa il 60% delle emittenti rock. A questo bisogna aggiungere una quarantina di canali televisivi, il controllo o la propriet\u00e0 di oltre 150 club e sale da concerto (pi\u00f9 30 in Europa). E poi c&#8217;\u00e8 il versante concerti: CC Live ha praticamente il monopolio dei grandi tour (che negli Usa gli ha fruttato il 70% delle vendite globali di biglietti del 2001) di cui acquista in blocco tutte le date che poi organizza attraverso le proprie filiali nei vari paesi. Clear Channel live \u00e8 infatti presente in 135 nazioni tra cui l&#8217;Italia (vedi pi\u00f9 sotto). Ma non basta ancora; ci sono le affissioni. Ecco cosa dice il notiziario online marketpress:  &#8220;Clear Channel Worldwide \u00e8 leader mondiale della pubblicit\u00e0 &#8220;out of home&#8221;&#8230; Gestisce circa 800.000 pannelli per affissioni, arredi urbani, sistemi di trasporto e punti vendita&#8230; Questo fa di lei la maggiore societ\u00e0 di pubblicit\u00e0 esterna al mondo, detenendo una quota di mercato globale del 12%&#8230; In Europa \u00e8 presente in 29 paesi&#8221;.<\/p>\n<p>Un bel giocattolone, no? Ho le radio, che in Usa sono una potenza, e posso stabilire quali artisti spingere. Ovviamente spingo quelli di cui ho l&#8217;esclusiva delle date, vi pare? E come attiro a me questi artisti? Dicendo loro che li spinger\u00f2 alla radio (ben 1200 stazioni) e che ne reclamizzer\u00f2 i concerti con le mie onnipresenti affissioni: insomma mi gioco la mia potenza senza rivali. Non solo, ma mi compro tutte le date del tour in tutto il mondo. Perch\u00e9 dovrei lasciarle ad altri? Sono ovunque sul pianeta, sia come organizzatore che come apparato promozionale, quindi posso gestire tutto io. Ma non basta mai: siccome sono anche una potenza pubblicitaria, con le mie 1200 radio pubblicizzo anche le mie idee (Berlusconi style): dopo l&#8217;11 settembre Clear Channel ha organizzato delle manifestazioni pro guerra e pro Bush, boicottando gli artisti pacifisti (vi ricordate la ridicola lista di canzoni proibite dopo l&#8217;11\/9? Un&#8217;iniziativa Clear Channel) e correndo in soccorso delle truppe in armi al grido di &#8220;O con Bush o contro l&#8217;America&#8221;. Dice il Chicago Tribune che queste dimostrazioni (fino a 20.000 persone) erano esplicitamente dirette contro quelle pacifiste (pi\u00f9 piccole) che si svolgevano contemporaneamente. Inoltre sostiene che questa mossa \u00e8 un caso unico tra le grandi corporation e che sta sollevando delle perplessit\u00e0 nella comunit\u00e0 giuridica americana (dove evidentemente l&#8217;indipendenza dei mass media \u00e8 una cosa pi\u00f9 seria che da noi).<\/p>\n<p>Questi sono dati dimostrabili e indiscutibili; ma se andate su internet (vedi riquadro) ci trovate un sacco di storie (che non ho modo di verificare) sull&#8217;amicizia tra il presidente di CC e quello degli Stati Uniti, su pratiche scorrette, strategie monopolistiche, etc. Insomma un quadretto pessimo, nella migliore delle ipotesi. Uno quindi si aspetterebbe una qualche reazione, delle prese di posizione degli artisti, e invece&#8230; Invece poco o niente. Eppure tra gli artisti clienti di Clear Channel (o viceversa) spiccano dei nomi abitualmente associati ad iniziative diverse dalle manifestazioni patriottiche e guerrafondaie: U2 e Sting innanzitutto, noti campioni mondiali di marketing sul groppone dei poveracci di turno (e il cui capolavoro resta di finire regolarmente nei telegiornali, che fanno vendere pi\u00f9 CD di Mtv), ma anche Korn, RHCP, Aerosmith, Pearl Jam, Madonna fino a Nick Cave e molti altri; in Italia oltre al sorprendente Lorenzo ci sono molti altri artisti, dagli 883 a Zucchero (vedi riquadro). Si mormora che Ligabue abbia avuto un moto di reazione ed abbia detto no (infatti non c&#8217;\u00e8) e lo stesso abbia fatto Bruce Springsteen, ma sono solo voci anonime purtroppo non confermabili.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che un&#8217;organizzazione del genere influenzi i gusti di chi consuma musica? Di sicuro pare fatta apposta: \u00e8 un mattatoio promozionale senza scampo. Potrebbe succedere che impedisca ad alcuni artisti poco accomodanti o politicamente non allineati l&#8217;accesso alla programmazione delle proprie radio, magari privilegiando quelli con cui fa affari? Certamente: le radio godono della libert\u00e0 di programmare quello che vogliono, e ci mancherebbe altro. Non solo, ma in Italia succede proprio in questo momento: qualcuno ha visto Luttazzi in tv? No, e chi lo tiene fuori lo fa proprio in nome di questa libert\u00e0. E&#8217; possibile che un gigante cos\u00ec gigantesco decida di influenzare le idee del pubblico che raggiunge, non solo per portarlo a vedere i Peppers ma magari anche per convincerlo che la guerra americana \u00e8 utile, buona e giusta? Assolutamente si, soprattutto se chi protegge politicamente Clear Channel se ne avvantaggia; lo stanno gi\u00e0 facendo (vedi riquadro sulle Dixie Chicks). Ecco anche a cosa servono le leggi antitrust: a limitare fenomeni del genere. Non a caso il gigante Clear Channel diventa tale nel &#8217;96, proprio grazie ad un alleggerimento delle restrizioni contro i monopoli nei media. Pare un film gi\u00e0 visto qui da noi? E&#8217; cos\u00ec: si tratta di un caso di Berlusconismo all&#8217;americana.<\/p>\n<p><strong>CC Entertainment Italia<\/strong><\/p>\n<p>Il metodo utilizzato da Clear Channel per conquistare nuovi mercati \u00e8 un po&#8217; new economy e un po&#8217; impero romano. Si compera un&#8217;azienda gi\u00e0 esistente (o due, undici o ventisei) e la fa&#8217; diventare la locale filiale CC, mantenendo il management e il personale e cercando di tenersi anche il capitale d&#8217;immagine e di clienti esistente. E&#8217; scritto chiaro chiaro sulla prima pagina del sito CC mondiale ed \u00e8 esattamente quello che ha fatto in Italia comperandosi nel 2001 due agenzie, Milano Concerti e Trident di De Luca (non il nostro Fabio de Luca) e Salvadori. Due noti professionisti del live italiano, ambedue organizzatori di grandi tour e quindi concorrenti tra di loro; due che portavano in dote i grossi nomi del pop da stadio nostrano: &#8220;Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Jovanotti, Zucchero, Ligabue, Laura Pausini, Irene Grandi and Elisa&#8221;, recita il comunicato stampa dell&#8217;acquisizione. Due mica qualunque, che per\u00f2 da allora smettevano di essere se stessi e diventavano la CC Italia; no, scusate, diventavano la CC Entertainment Italia. Clear Channel infatti era gi\u00e0 presente nel settore esterni attraverso la Jolly Pubblicit\u00e0, che nel 2002 ha fatturato 90 milioni di euro e detiene il 16% del mercato italiano dell&#8217;affissione (dati marketpress).<\/p>\n<p>Insomma a dicembre 2001 nasce questo nuovo soggetto. Nel business sar\u00e0 cambiato qualcosa? Ho interpellato un sacco di gente ma nessuno parla, o meglio molti lo fanno ma nessuno vuole essere nominato. &#8220;Non drammatizzerei,&#8221; mi dice un promoter, &#8220;per ora la situazione \u00e8 tranquilla e c&#8217;\u00e8 ancora molta concorrenza.&#8221; Aggiunge un altro: &#8220;Anzi, qualche artista ha anche avuto un sussulto&#8221;. Qualcosa di vero deve esserci (oggi dal sito CC Italia mancano Elisa e Ligabue, presenti invece nel comunicato stampa del 2001), ma le bocche sono tutte cucite. E non sorprende: perch\u00e9 se in America perfino le voci di moderato dissenso vengono silenziate, non credo che nessuno tra gli 883, Alexia, Antonella Ruggiero, Articolo 31, Cesare Cremonini, Eros, Filippa Giordano, i Gemelli, il Nucleo, Irene Grandi, Jovanotti, la Pausini, Mango, Nek, i Planet Funk, Syria, Tiziano Ferro, Vasco e Zucchero (gli artisti Clear Channel Italia secondo il sito) vorrebbe rispondere alla domanda: &#8220;Sei fiero di fare affari con un&#8217;azienda che organizza cortei a favore della guerra?&#8221; (Semmai qualcuno degli interessati avesse voglia, Rumore garantisce uno spazio di dibattito adeguato.)<\/p>\n<p>Dice il sito CC Italia: &#8220;L&#8217;alleanza tra Trident Agency e Milano Concerti sotto l&#8217;egida della Clear Channel Entertainment \u00e8 un fattore di estremo interesse per la scena musicale italiana ed europea&#8230;&#8221; Di estremo interesse per chi esattamente? Per gli artisti? Non mi pare: hanno meno scelta, e quindi offerte meno vantaggiose. Per il pubblico? Macch\u00e9: meno concorrenza vuole anche dire prezzi pi\u00f9 alti, mercato meno arzillo, etc. Non ce n\u2019\u00e8, a pensarci bene l&#8217;unica davvero avvantaggiata da questa operazione \u00e8 proprio Clear Channel. Che comunque in Italia \u00e8 assai meno potente che negli Usa: non ha gli agganci politici (almeno non parrebbe), non ha radio n\u00e9 tv, e non \u00e8 poco. Certo che se passa la legge Gasparri cos\u00ec com\u2019\u00e8 si otterr\u00e0 anche l&#8217;effetto di consentire a CC un&#8217;espansione simile a quella che ha gi\u00e0 fatto negli States, e proprio nei due settori in cui \u00e8 leader: media e pubblicit\u00e0. A quel punto il gioco \u00e8 fatto, e l&#8217;unico fattore di indubbio interesse sar\u00e0 constatare quanto pi\u00f9 povero, uguale e scadente sar\u00e0 diventato il nostro mercato e quanto intensamente ci avremo rimesso un po&#8217; tutti quanti, tranne ovviamente la Clear Channel Entertainment e i suoi sponsor.<br \/>\n(SM)<\/p>\n<p><strong>Tutti Brutti: Clear Channel vs. Dixie Chicks<\/strong><\/p>\n<p>Ecco una band di cui Rumore non dovrebbe occuparsi. Definire le Dixie Chicks superflue \u00e8 gi\u00e0 troppo: tre sane texane cogli stivali, messaggere di un country al banjo e violino che non l&#8217;hanno gi\u00e0 sentito solo i non udenti (che per\u00f2 l&#8217;hanno sicuramente letto alla pagina 777). Una di quelle band locali statunitensi che di solito qui da noi non arrivano, che fa la pubblicit\u00e0 al latte, che rappresenta la faccia pulita di un&#8217;America che evidentemente ne ha molto bisogno, con tutte quelle facce da beccamorto tipo Rumsfeld che gli affollano la tv. Fattost\u00e0 che perfino le Dixie Chicks hanno delle opinioni e, in occasione della guerra in corso, hanno avuto la stupida idea di dirle su un palco (di un paese libero, ma non da Clear Channel): &#8220;Ci vergognamo che George Bush sia del Texas come noi, e ci sembra che la sua politica estera stia inimicando gli Usa al resto del mondo&#8221;. Insomma un&#8217;opinione e un fatto evidente, niente di eccezionale, ma \u00e8 bastato. &#8220;Per rispetto alle nostre truppe, alla nostra citt\u00e0 e ai nostri ascoltatori abbiamo tolto le Dixie Chicks dalla programmazione&#8221; ha annunciato il direttore dei programmi delle stazioni Clear Channel di Jacksonville. E perfino quando le tre bifolche si sono scusate l&#8217;embargo \u00e8 continuato. Una vicenda assai educativa: intanto perch\u00e9 non ci sono buoni ma solo cattivi: da un lato CC che censura il dissenso, dall\u2019altro le Dixie Chicken che si scusano di avere un&#8217;opinione. E poi perch\u00e9 racconta una faccia dell&#8217;America diversa da quella hollywoodiana della terra delle opportunit\u00e0, dove il bene vince sempre. A volte vince il male, pi\u00f9 spesso se \u00e8 ricco, quasi sempre se schierato coi potenti. E Clear Channel \u00e8 presente in 135 paesi. Brrrr&#8230;.<br \/>\n(SM)<\/p>\n<p><strong>Clear Channel in rete<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/international.clearchannel.com\/\" target=\"_blank\">international.clearchannel.com\/<\/a>: la base planetaria. Il posto giusto per iniziare a capire cos&#8217;\u00e8 CC.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.clearchannel.com\" target=\"_blank\">clearchannel.com<\/a>: la base americana. Da notare in prima pagina il logo di USO (United Service Organization, organizzazione di supporto alle truppe Usa &#8211; che pure ha un sito notevole: uso.org). (in inglese)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.clearchanneleurope.com\" target=\"_blank\">clearchanneleurope.com<\/a>: la base europea coi link ai vari paesi. Da notare l&#8217;effetto Risiko. (in inglese)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.clearchannel.it\" target=\"_blank\">clearchannel.it<\/a>: la base italiana. Da notare la grafica flash da gabbio intergalattico stile Alien 3 e il claim del CC Club: &#8220;Potrai entrare a far parte di un club esclusivo&#8221;. Ma chi pensano che siamo?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.clearchannelsucks.org\">clearchannelsucks.org<\/a>: il principale sito contro CC. Da notare che compare per terzo se si cerca Clear Channel su Google (vuol dire che \u00e8 molto linkato e frequentato). Se cercate qualcosa di brutto su CC qui la trovate. (in inglese)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.petitiononline.com\/lovepigs\/petition.html\" target=\"_blank\"><br \/>\npetitiononline.com\/lovepigs\/petition.html<\/a>: una petizione contro Clear Channel (in inglese). Si sostiene che un dj di Tampa avrebbe &#8220;castrato e quindi macellato un maiale nel parcheggio dell&#8217;emittente&#8221; come trovata pubblicitaria. E noi che ci lamentiamo di Mtv Italia&#8230;<br \/>\n(SM)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Testata: Rumore) Cos&#8217;hanno in comune Britney Spears, Nick Cave e Jovanotti? Due gambe? Il fatto che cantano? La fama? Non solo: tutti e tre per i loro concerti si affidano alla Clear Channel, la pi\u00f9 grande multinazionale della musica dal vivo del pianeta, e molto altro &#8211; come vedremo. 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