{"id":47,"date":"2006-04-27T17:17:03","date_gmt":"2006-04-27T15:17:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2006\/04\/27\/roma\/"},"modified":"2006-04-27T17:17:03","modified_gmt":"2006-04-27T15:17:03","slug":"roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/roma\/","title":{"rendered":"Roma"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" align=\"right\" src=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/immagini\/cmmnt2.gif\" \/>Questo articolo \u00e8 la seconda parte di due. Il primo, su Milano, ora <a href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2006\/03\/28\/milano\/\">si trova qui<\/a>. Si prega di leggerli entrambi prima di commentare. Grazie.<\/strong><\/p>\n<p>Malgrado gli sfregi, che ci sono, questa resta una citt\u00e0 immensa, la meglio conservata delle grandi metropoli stratiformi come Napoli, Babilonia, Matera, o Istanbul, e la pi\u00f9 emozionante di tutte (nel 2006). Non ce n&#8217;\u00e8: se ti piacciono le citt\u00e0 antiche devi andare a Roma. E&#8217; di una bellezza estrema, quasi finta, anche per via dell&#8217;abbondanza di meraviglie: giri l&#8217;angolo e ti va via il fiato, e succede quasi a ogni angolo. Non sono solo i monumenti: puoi girare settimane vedendo cose incantevoli senza Colossei o San Pietri. La luce qui \u00e8 cos\u00ec speciale che da sola vale un viaggio. Anche perch\u00e9, ad esempio, la vista che c&#8217;\u00e8 da ponte Sant&#8217;Angelo cambia ogni ora proprio per via della luce; e cos\u00ec il Ghetto, Borgo o via Giulia. Roma \u00e8 anche verdissima: le ex ville di famiglie nobili, come i Borghese o i Pamphili, sono fantasmagoriche e apparentemente senza fine. La gente \u00e8 assai socievole e ha sempre tempo per fare due chiacchiere; il clima \u00e8 dolce. Insomma, \u00e8 una citt\u00e0 indimenticabile per qualsiasi visitatore, che spesso ne conserva ricordi potentissimi. Anzi, molti sognano di trasferircisi.<\/p>\n<p>Si vede che non ci hanno mai dovuto chiedere una carta d&#8217;identit\u00e0 o farci una fila. Infatti Roma \u00e8 tanto bella quanto sciatta, e della peggiore specie: quella supponente. La rapidit\u00e0 \u00e8 sospetta: &#8220;Ao, ma che c&#8217;hai fretta?&#8221; Essere efficienti \u00e8 una condizione deprecabile, da servi. Specialmente nelle relazioni obbligate, come ad esempio quella coi camerieri. Ovunque nel mondo civile costui \u00e8 un professionista che dietro compenso offre un servizio: ti porta da mangiare. A Roma invece al cameriere (all&#8217;impiegato delle poste, al tassista, ecc.) gli pare poco dignitoso dover &#8220;servire&#8221; qualcuno, e pareggia questa ingiustizia nell&#8217;unico modo che ha, cio\u00e8 imponendoti il suo tempo: &#8220;Ao, ma che c&#8217;hai fretta?&#8221;<\/p>\n<p>Qui la diversit\u00e0 viene vista come presunzione e colpita senza remore: parlando con uno dei primissimi punk romani mi disse di come, nel suo quartiere, lo prendessero in giro a morte per via della cresta e il resto. E&#8217; successo anche a me, lo confermo: un massacro. Roma \u00e8 cos\u00ec; cerca in tutti i modi di ficcarti in una casella: &#8220;Che lavoro fai? Il musicista? Bello, si ma come campi? Cio\u00e8, che lavoro fai?&#8221; Una forma di mobbing sociale che, specie durante l&#8217;adolescenza, pu\u00f2 fare disastri. La parola d&#8217;ordine \u00e8: volare basso, tu e tutti gli altri. In certi casi \u00e8 anche sano: scoraggia l&#8217;eccesso di vanit\u00e0 e crea un ambiente sociale attivo e pervasivo. Che per\u00f2 impedisce qualsiasi devianza troppo evidente, e alla lunga spiana ogni diversit\u00e0 e ambizione (specie volendo volare pi\u00f9 alto). Va detto che chi ci \u00e8 andato a vivere da adulto, spesso venendo da un&#8217;altra cultura, si trova bene. Io, che ci sono nato e ne sono fuggito appena possibile, forse non sono obiettivo.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde Roma sconta grandi pene senza averne colpa. La convivenza col Vaticano crea immensi problemi di traffico e di ordine pubblico (immaginate mandrie di pellegrini bifolchi incapaci di attraversare la strada), ma soprattutto l&#8217;essere capitale d&#8217;Italia \u00e8 un pacco senza fine: milioni di statali, parastatali, ministeriali, parlamentari e portaborse di ogni provincia, ambasciate, enti di ogni tipo e utilit\u00e0 &#8211; dalla Siae ai reduci della Libia &#8211; tutti con sedi, palazzi, quartieri, migliaia di macchine blu, scorte di ogni variet\u00e0 e composizione, segretari di sottosegretari ognuno con la sua spocchia, la sua targa e, a volte, la sua sirena. E centinaia di migliaia di persone, pure giunte da ovunque, che campano grazie a questi: avvocati, baristi, mignotte, pusher, camerieri, ecc. Forse senza questo caos primordiale (quando ci abitavo ho proposto, ovviamente invano, che la capitale fosse spostata) Roma sarebbe una citt\u00e0 finalmente vivibile, simpatica, strafottente e egoista come d&#8217;altronde molte altre, libera di essere come i romani la sognano: un meraviglioso paesone senza tempo cor vino genuino, i giovinotti e le rigazze, la matriciana, er ponentino e, sullo sfondo, er barcarolo &#8211; il solo autorizzato a andare controcorrente.<\/p>\n<p>PS: Sono dieci anni esatti che ho questa pagina (aprile &#8217;96). Grazie a tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 la seconda parte di due. Il primo, su Milano, ora si trova qui. Si prega di leggerli entrambi prima di commentare. Grazie. 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